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CLAUDIA64

Dammi il supremo coraggio dell'Amore : questa è la mia preghiera !!!

Claudia

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I blog degli amici più cari
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April 15

IL SILENZIO......

Il Silenzio è mitezza:
quando non rispondi alle offese
quando non reclami i tuoi diritti
quando lasci a Dio la difesa del tuo onore 
Il Silenzio è magnanimità:
quando non riveli le colpe dei fratelli
quando perdoni senza indagare nel passato
quando invece di condannare intercedi 

Il Silenzio è pazienza:
quando soffri senza lamentarti
quando non cerchi consolazioni fuori di Dio
quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli 

Il Silenzio è umiltà:
quando taci per lasciare emergere i fratelli
quando non chiedi plauso e riconoscimenti
quando lasci che il tuo agire possa essere male interpretato
quando dai ad altri il merito e la gloria dell’impresa 

Il Silenzio è fede:
quando taci perché è Lui che agisce
quando rinunci alle voci del mondo
per stare alla sua presenza
quando non cerchi comprensione
perché ti basta essere capito e usato da Lui 

Il Silenzio è saggezza:
quando ricorderai che dovremo rendere conto di ogni parola inutile
quando ricorderai che il diavolo è sempre in attesa di una tua parola imprudente per nuocere e uccidere 

Infine il Silenzio è adorazione:
quando abbracci la Croce, senza chiedere il perché
nell’intima certezza che questa è l’unica Via giusta… 
Amen.
(S.Giovanni della Croce)

PASQUA...... auguri in ritardo....

Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
È la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno.
Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima, che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo;
che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
È il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio, della disperazione, del peccato.
Siamo tombe alienate.
Ognuna col suo sigillo di morte.
Pasqua, allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rap­porti nuovi.
E se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto,
si ripeterà finalmente il miracolo che contras­segnò la risurrezione di Cristo.
Sudori, di brividi sulla pelle, di lacrime sul viso.
Sentieri fioriti dell'eterno che, per incrociare l'uomo, si fanno viot­tole terrene e passano dai nostri pozzi,
e si affacciano nelle nostre valli, e si inerpicano sui nostri colli, e sfiorano le nostre case.
 
Spero che questa Pasqua abbia fatto rotolare via
dai vostri cuori molti, moltissimi macigni!!!!
Ma Pasqua è oggi, è domani, è ogni giorno della nostra vita....
Ogni giorno durante il quale siamo illuminati
dalla luce di Gesù Risorto !!!!
 
Sia quindi sempre eternamente Pasqua
nei nostri cuori!!!!!!
 
 
April 02

2 Aprile 2005 - 2 aprile 2009

 
PREGHIERA A MARIA DI GIOVANNI PAOLO II
 
Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani
quanto un popolo è capace di offrirti;
l'innocenza dei bambini,
la generosità e l'entusiasmo dei giovani,
la sofferenza dei malati,
gli affetti più veri coltivati nelle famiglie,
la fatica dei lavoratori,
le angustie dei disoccupati,
la solitudine degli anziani,
l'angoscia di chi ricerca il senso vero dell'esistenza,
il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato,
i propositi e le speranze
di chi scopre l'amore del Padre,
la fedeltà e la dedizione
di chi spende le proprie energie nell'apostolato
e nelle opere di misericordia.
E Tu, o Vergine Santa, fa' di noi
altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo.
Vogliamo che la nostra carità sia autentica,
così da ricondurre alla fede gli increduli,
conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti.
Concedi, o Maria, alla comunità civile
di progredire nella solidarietà,
di operare con vivo senso della giustizia,
di crescere sempre nella fraternità.
Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza
fino alle realtà eterne del Cielo.
Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te
e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa
di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo,
per far risplendere davanti al mondo
il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

Giovanni Paolo II
 
March 26

VOGLIO RINGRAZIARTI SIGNORE.....

Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini
sono angeli con un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte nei momenti di confidenza oso pensare, Signore,
che anche Tu abbia un'ala soltanto,
l'altra la tieni nascosta...
forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza me.
Per questo mi hai dato la vita,
perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami allora a librarmi con Te
perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla:
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all'ebbrezza del vento;
vivere è assaporare l'avventura della libertà,
vivere è stendere l'ala, l'unica ala con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore:
Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello,
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali
che non ho aiutato a distendersi:
non farmi più passare indifferente davanti al fratello
che è rimasto con l'ala, l'unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete
della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te:
soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,
o Signore, un'ala di riserva.

UN SALUTO A TUTTI GLI AMICI....

Ci sono amici...ebbene si...
dopo questo lungo periodo di lontananza ...per lo più forzata....sono tornata !!!!
Questo è un periodo strano per me, duro e difficile....
Ora ... nonè che le cose vadano molto meglio... ma mi sono imposta di trovare la forza di reagire... di non sentirmi più un ramoscello secco trasportato dal vento...
Questo spaces che è sempre stato un pezzettino del mio cuore... voglio che torni a essere tale... e soprattuto ad essere il tramite con i mei specialissimi amici virtuali... che mi hanno sempre dato sostegno ed affetto molto reali però.....
Grazie  a tutti amici.....
 
March 06

SECONDO VENERDI' DI QUARESIMA....

Stamattina ho aperto il computer e tra  messaggi ne ho trovato un dell’amico Francesco de Marco, Presidente del Gruppo “No alla Bestemmia” del quale faccio parte su Facebook.


Il messaggio conteneva una mail che gli era a sua volta stata inviata

L’ho letta tutta d’un fiato…. Poi l’ho riletta ancora.. e poi ancora…Fatelo anche voi amici ….


E' un po’ lunga, ma vale la pena leggerla fino alla fine...e forse anche rileggerla….e rileggerla……..


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E' il pomeriggio
di un venerdì tipico e stai  guidando fino a casa tua.
Sintonizzi la radio. Il notiziario racconta una cosa di poca importanza:
in un paese lontano sono morte 3 persone di una qualche influenza che mai prima si era vista.
non gli dai molta attenzione a questa notizia...
Il lunedì quando ti svegli, senti che non sono più 3, sono 30000 persone che sono morte tra le colline remote dell\'India.
Persone del controllo della sanità degli Stati Uniti, sono andati a investigare.
Il Martedì diventa la notizia più importante della prima pagina del giornale, perchè ormai non è solo l'India ma anche il Pakistan, Irán e Afganistán e velocemente la notizia esce in tutti i notiziari. La stanno chiamando  "L'influenza misteriosa" e tutti si domandano:

Come la controlleremo?
C'è panico in Europa e si chiudono le frontiere.

Senti al telegiornale la traduzione di una donna che racconta di un uomo trovato morto nell'ospedale per l'influenza misteriosa.
I telegiornali dicono, che quando hai il virus, per una settimana non ti rendi conto di averla. Dopo hai 4 giorni di dolori terribili e allora muori.
L'Inghilterra anche chiude le frontiere, però è tardi. L'indomani il presidente degli Stati Uniti, chiude le frontiere, per evitare il contagio nel paese, fino a quando non avranno trovato la cura...
Il giorno seguente la gente si riunisce nelle chiese per pregare per una cura ed entra qualcuno dicendo "Prendete la radio e ascoltate la notizia!!":
2 donne sono morte a New York. Ormai sembra che l'influenza abbia contagiato il mondo.
Gli scienziati continuano cercando l'antidoto, però niente sembra funzionare. Presto arriva la notizia tanto attesa: "Si è decifrato il codice del DNA del virus. Si può fare l'antidoto".
C'è bisogno del sangue di qualcuno che non sia stato infettato e subito corre la notizia che tutti corrano all'ospedale più vicino per fare degli esami del sangue.
Vai di tua volontà e porti la tua famiglia, insieme ai tuoi vicini, domandandoti: che succederà? Sarà così che finirà il mondo?...
All'ospedale, dopo gli esami, esce un dottore gridando un nome. Il più piccolo dei tuoi figli è vicino a te, Ti afferra per il giacchetto e dice: Papà? è il mio nome. Prima che puoi reagire ti tolgono tuo figlio e tu gridi: ASPETTA!... E loro rispondono: tutto andrà bene, il suo sangue è pulito, il suo sangue è puro.
Dopo 5 minuti i dottori escono gridando e ridendo. ' la prima volta che vedi ridere qualcuno dopo una settimana. Il dottore più anziano si avvicina a te e dice: Grazie, signore, il sangue di suo figlio è puro, si può fare l'antidoto...
La notizia corre da tutte le parti, la gente piange e grida di felicità.
Allora il dottore si avvicina a te e a tua moglie e dice: Possiamo parlarvi per un momento? E' che non sapevamo che il donatore sarebbe stato un bambino e abbiamo bisogno che firmiate queste carte per dare il sangue. Mentre leggi il foglio ti rendi conto che non è specificata la quantità di sangue e chiedi: Quanto sangue?...
Il sorriso del dottore sparisce e risponde: Non pensavamo che sarebbe stato un bambino. Non eravamo preparati. Lo dobbiamo usare tutto!...
Non ci credi e cerchi di reclamare:
"Però, Però...". Il dottore continua insistendo, "Non capisci, stiamo parlando della cura per tutto il mondo. Per favore firmi, abbiamo bisogno di tutto il sangue... Tu chiedi: però non potete fare una trasfusione? E la risposta è: se troveremo sangue puro lo faremo...
firmerai?Per favore?...Firma!!....
In silenzio e senza sentire più le dita della mano che stringevano la penna, FIRMI. Ti domandano "Vuoi vedere tuo figlio?"
Cammini fino alla sala di emergenza dove sta tuo figlio seduto dicendo: Papà!, Mamma! che succede? Prendi la sua mano e gli dici: Figlio, Tua madre e io ti amiamo tantissimo, ti amiamo e mai permetteremo che ti accada qualcosa che non sia necessario, capisci questo? E quando il dottore ritorna e dice: "Mi dispiace ma dobbiamo incominciare, persone in tutto il mondo stanno morendo"...
Tu te ne saresti andato? Avresti potuto voltare le spalle e lasciare tuo figlio lì?... Mentre lui ti dice Papà?, Mamma? perchè mi abbandonate?..
La settimana dopo, mentre stai facendo una cerimonia per onorare tuo figlio, c'è qualcuno che dorme a casa sua, altri non sono venuti perchè preferivano andare a passeggiare o vedere una partita di calcio e altri vengono alla cerimonia, con un sorriso falso facendo finta di importargli.
Vorresti fermare tutto e gridare: Mio figlio è morto per voi!!!! Per caso non vi importa?...


A volte è questo quello che Dio ci vuole dire: "Mio figlio è morto per voi, e non riuscite a capire quanto vi amò?


E' curioso vedere come è semplice per le persone rifiutare Dio, e dopo chiedersi perchè il mondo va di male in peggio.


E' curioso vedere come crediamo a quello che è scritto sul giornale, però contestiamo quello che è scritto nella Bibbia.


E' curioso come ci sforziamo giorno dopo giorno accumulando beni terreni e non ci dedichiamo neanche un minuto a fare tesoro delle cose celestiali.


E' curioso come qualcuno dice: "Io credo in Dio", però con le sue azioni dimostra che segue altri scopi.


E' curioso come inviamo migliaia di "scherzi" attraverso una e-mail, le stesse che si spandono come un fuoco..., però quando inviamo messaggi che riguardano Dio, la gente ci pensa prima di coinvolgere altri!.


E' curioso come la lussuria, cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso il Ciber-Spazio, però la discussione su Gesù è soffocata nelle scuole e nei posti di lavoro.


E' CURIOSO, VERO??


Più curioso è vedere un cristiano così fervente la domenica, però essere un cristiano invisibile il resto della settimana.


E' curioso che quando finisci di leggere questo messaggio, non senti la necessità di inviarlo a molti di quelli che stanno nella tua lista d'e-mail; semplicemente perchè non sei sicuro di quello che loro credono o andranno a pensare di te?


E' curioso che noi ci preoccupiamo di quello che la gente pensi, piuttosto di quello che DIO pensi di noi.


Non ti trattenere, Inoltra!!!...

 
Dio ti benedica

March 03

Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio....

 
Dalla liturgia di oggi, martedì della prima settimana di quaresima :
 
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: 

Padre nostro che sei nei cieli, 
sia santificato il tuo nome; 
venga il tuo regno; 
sia fatta la tua volontà, 
come in cielo così in terra. 
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, 
e rimetti a noi i nostri debiti 
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, 
e non ci indurre in tentazione, 
ma liberaci dal male. 
 
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». 
 
 
 
Meditazione sul PADRE NOSTRO

Non dire PADRE
se ogni giorno non ti comporti da figlio.

Non dire NOSTRO
se vivi soltanto nel tuo egoismo.

Non dire CHE SEI NEI CIELI
se pensi solo alle cose terrene.

Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME
se non lo onori.

Non dire VENGA IL TUO REGNO
se lo confondi con il successo materiale.

Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
se non l'accetti quando è dolorosa.

Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE
se non ti preoccupi della gente che ha fame e senza mezzi per vivere.

Non dire PERDONA I NOSTRI DEBITI
se conservi un rancore verso tuo fratello e non sei disposto a perdonare.

Non dire NON CI INDURRE IN TENTAZIONE
se hai intenzione di continuare a peccare e vivere nell'ambiguità.

Non dire LIBERACI DAL MALE
se non ti opponi alle opere malvagie.

Non dire AMEN
se non prendi sul serio le parole del
PADRE NOSTRO!
 
 
 
 
February 25

MERCOLEDI' DELLE CENERI : BUON INIZIO DI QUARESIMA !!!

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2009

"Gesù, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti,
ebbe fame"
(Mt 4,2)

 

Cari fratelli e sorelle!

All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, "sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" (Preconio pasquale). Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere in particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore.

Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,16-17). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98). Poiché tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò.

Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia.

Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332).

Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I). La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40).

La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio.

Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15). Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale.

Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: "Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti".

Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc. Veritatis splendor, 21). La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo. Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell'attiva partecipazione all'Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale. Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria, Causa nostrae laetitiae, e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più "tabernacolo vivente di Dio". Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 11 Dicembre 2008

BENEDICTUS PP. XVI

 

February 24

TRISTISSIMA NOTIZIA.....

PADRE MICHELANGELO E' TORNATO ALLA SUA CASA CELESTE....
 
 
La luce della tua anima, la tua luce, continui ad illuminare il nostro impervio cammino terreno.....
 
 
http://www.vcoazzurranews.info/index.php?option=com_content&task=view&id=4229&Itemid=215
E' MORTO PADRE MICHELANGELO
martedì 24 febbraio 2009
Se ne è andato in punta di piedi. Padre Michelangelo Falcioni è morto ieri sera, alle 23.50, nella sua casa, il convento della Cappuccina, tra i suoi frati e le sue suore. Avrebbe compiuto 86 anni il prossimo primo luglio. Il suo cuore non ha retto all’ennesimo sforzo. La malattia che da tempo lo attanagliava ha preso il sopravvento sul suo debole corpo. Il linfoma, diagnosticato qualche mese fa, lo ha strappato alla vita. La notizia della morte del francescano è piombata sulla città di Domodossola destando molta commozione. Al suo nome sono legate molte opere realizzate nel popoloso quartiere della Cappuccina. Oggi, un’intera comunità religiosa piange il frate ,nato a Cuzzego di Beura, 85 anni orsono In lutto, soprattutto, i frati che assieme a lui hanno fondato il Centro Opere Cappuccina. A partire dal 1951, e sino ai primi anni novanta, a capo di quella che oggi è la Parrocchia di Sant’Antonio, il frate lavora sin da subito, per uno sviluppo urbanistico della zona. Un’area dominata dai ciottoli del fiume Bogna e sui quali qualche anno più tardi costruirà prima l’Asilo e poi la Chiesa dedicata a Sant’antonio da Padova. Più tardi nascerà anche la Casa del Fanciullo diventata, a metà anni novanta, una casa di accoglienza per giovani donne in difficoltà. Il suo impegno sociale lo porta a trovare i fondi per realizzare l’oratorio e gli impianti sportivi. Modesto, risoluto nel voler portare a termine le sue idee, motivato nel voler prestare aiuto al prossimo, Padre Michelangelo assieme ai padri cappuccini e alle suore di Sant’anna, è sempre stato in prima linea nel tendere una mano verso i più bisognosi. La sua amicizia con l’ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, lo aiuta alla realizzazione di un altro importante sogno: la creazione ad Osso di Croveo – in riva al Torrente Devero - di una colonia estiva per bimbi . Proprio l’ex capo dello Stato infatti, nella veste di Ministro dei Trasporti durante uno dei tanti governi di Pentapartito, regala al piccolo frate ossolano alcuni vagoni di treni ormai dimessi. In nome di questa amicizia anche il Presidente Scalfaro è atteso ai funerali che si terranno giovedì, alle 14.30, nella Parrocchia della Cappuccina. Domani, mercoledì, alle 20.30 ci sarà la veglia funebre.
 
IMMENSO CORDOGLIO IN TUTTA LA PROVINCIA DEL VCO
Il cordoglio per la scomparsa di Padre Michelangelo ha pervaso l’intera provincia del Verbano Cusio Ossola. Testimonianze di un affetto profondo che il piccolo grande frate ha suscitato in tutti coloro che lo hanno conosciuto ed anche in quanti ne hanno rispettato i valori di vita. Valori che non si sono persi in semplici parole di fratellanza e di amore ma che si sono fatti concreti nelle tante opere realizzate da un uomo il cui sorriso resterà nel cuore della gente.

Di seguit, riportiamo, in versone integrale, i messaggi di cordoglio, giunti in redazione, per la scomparsa di Padre Michelangelo:


Il presidente Ravaioli ha espresso con un telegramma, a nome personale e di tutta la giunta provinciale, cordoglio per la scomparsa di padre Michelangelo Falcioni. “Ho avuto modo – aggiunge Ravaioli alla formula di rito espressa nel telegramma – nei cinque anni passati alla testa dell’Amministrazione provinciale, di approfondire la quantità e la qualità delle opere realizzate alla Cappuccina e ad Osso di Croveo dal frate cappuccino. Abbiamo seguito con interesse i progetti di padre Michelangelo e dei suoi collaboratori”. “L’impegno sociale di padre Michelangelo si è caratterizzato nel segno dell’accoglienza alle persone che migravano in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Un esempio di operosa ospitalità quanto mai attuale ai giorni nostri, caratterizzati da grandi flussi migratori” conclude Ravaioli.


“La Città di Domodossola perde uno dei suoi concittadini più illustri ed importanti, un uomo che ha cambiato il volto della Domodossola del dopoguerra contribuendo in maniera determinante alla crescita di una comunità” così il Sindaco di Domodossola Michele Marinello sulla figura di padre Michelangelo, scomparso in queste ore. Aggiunge il Sindaco: “sono convinto che la straordinaria figura di questo frate minuto e armato di una fede incrollabile, determinato e pugnace, rigoroso e audace, devoto e combattivo verrà ricordata per decenni: per le sue opere straordinarie, per la sua testimonianza, per il suo esempio, per l’aiuto offerto a generazioni di domesi, per un quartiere che, in fondo, da lui ha preso il nome diventando, grazie alla sua guida morale, spirituale ed umana, uno dei più popolosi ed importanti di Domodossola”. “Ci lascia uno dei Padri Fondatori della Domodossola moderna, un patriarca, un autentico capostipite che riusciremo a valutare nella sua grandezza soltanto quando saremo riusciti a considerare il vuoto che lascia, un vuoto enorme”. “Padre Michelangelo ha saputo interpretare la propria missione sacerdotale privilegiando l’uomo, i suoi problemi, le sue necessità, riversando su qualunque bisognoso che bussava al convento, a qualsiasi ora del giorno e della notte, un amore fraterno e incondizionato”. “Cittadino onorario, Padre Michelangelo è stato protagonista assoluto dell’integrazione della Cappuccina, che nasce come quartiere ad altissimo tasso di immigrazione, soprattutto dalla Calabria, nel tessuto sociale di Domodossola”. “Ora che il processo di integrazione è compiuto e che la Cappuccina non è più periferia ma parte integrante e attivissima della nostra città possiamo finalmente apprezzare l’opera di chi iniziò questo percorso alla metà del secolo scorso e riconoscerne grandezza e lungimiranza: credo che siano tante le generazioni di domesi a dovergli molto, moltissimo”. “Esprimo vicinanza a Padre Fausto, suo successore alla guida della Parrocchia di S. Antonio, ai Padri Cappuccini suoi confratelli, penso soprattutto a Padre Vincenzo e a Padre Leone per citare quelli che con lui hanno maggiormente condiviso il lungo cammino al servizio del prossimo, alle Suore di S. Giuseppe, a tutta la comunità parrocchiale, a tutti coloro che lo hanno conosciuto ed amato e che ora, come è giusto, lo piangono”.


Il Presidente Massimo Nobili ha espresso, a nome del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Comunitaria del VCO, le più sentite condoglianze per la scomparsa di Padre Michelangelo. Padre Michelangelo - dichiara il Presidente Nobili - è stata una figura di riferimento non solo per il mondo cattolico, ma soprattutto per tutte quelle persone che negli anni hanno potuto contare sulla sua disponibilità e sul suo impegno nel mondo della solidarietà. Dimostrando grande intuito sociale e determinazione nell'ottenere, tra le altre iniziative, i vagoni ferroviari dall'allora Ministro dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro, ha realizzato a Croveo l'ormai famoso "Treno dei Bimbi"; e con attenzione alle possibilità offerte dalla tecnologia ha costituito Radio San Francesco, che oggi svolge un significativo ruolo di informazione istituzionale, oltre che ludica, nel territorio dell'Ossola. Un "piccolo frate" energico e risoluto nel realizzare quelli che sono i valori della solidarietà, che stanno alla base dell'attività filantropica della Fondazione Comunitaria del VCO. Rinnovando le mie condoglianze - conclude il Presidente Nobili - esprimo vicinanza ai Frati Cappuccini di Domodossola, a Padre Vincenzo e a Padre Fausto, a tutta la comunità parrocchiale a tutti coloro che con noi oggi lo stanno piangendo, con la convinzione che non possiamo e non dobbiamo interrompere il percorso che Padre Michelangelo aveva iniziato, e che in sua memoria dobbiamo continuare nel solco della misericordia cristiana.
 

 

 
February 17

LE PERSONE SONO UN DONO.....

Le persone sono doni che Dio creatore ci manda... imballate.
Alcuni hanno un imballaggio bellissimo,
altri sono imballati in carta molto ordinaria,
certe persone sono imballate in maniera molto sciolta,
altre in maniera molto stretta,
a volte il dono è stato maltrattato nella posta,
una volta ogni tanto c'è una consegna speciale!

Ma l'imballaggio non è il dono!
E' così facile commettere questo errore;
è simpatico se lo fanno i bambini.

Certe persone-dono sono facili da aprire;
altre hanno bisogno di aiuto per uscire dalle loro scatole:
sarà perché hanno paura?
Credono forse che fa male lasciarsi aprire?
Forse sono già stati aperti prima e sono stati buttati via!
Sarà che il loro dono non è fatto per me?

Io sono una persona. Perciò anch'io sono un dono!
Prima di tutto sono un dono a me stesso.
Dio creatore mi ha dato me stesso!
Ho mai guardato veramente dentro l'imballaggio?
Ho paura di farlo?
Forse non ho mai accettato il dono che io sono.
E' possibile che ci sia qualcosa di più,
dentro l'imballaggio, di quello che immagino?
Forse non ho mai visto il dono meraviglioso che sono io.
Può il dono di Dio essere altro che bello?
Mi piacciono i doni che mi danno quelli che mi vogliono bene,
perché non il dono di me stesso, il dono che sono io?

Io sono anche un dono dato agli altri.
Accetto di essere dato agli altri?
Di essere una persona per gli altri?
Dovranno gli altri accontentarsi dell'imballaggio,
senza mai godere del dono?

Ogni incontro fra persone è uno scambio di doni.
L'amore è una relazione fra persone
che si vedono come sono realmente:
doni dati da Dio per essere dati agli altri.

 

 
February 16

LA LEBBRA DELL'ANIMA.....

 Dall' "ANGELUS di ieri :

I peccati non confessati ci allontano da Dio e producono la morte dell'anima. Così Benedetto XVI ha ribadito all'Angelus il valore della riconciliazione sacramentale, un passo necessario  per tornare vicini a Dio, che è pronto a purificarci e “restituirci alla comunione”. L’episodio evangelico del lebbroso guarito da Gesù è stato rammentato oggi da Benedetto XVI per tornare a raccomandare ai fedeli la pratica della confessione sacramentale. Alle 20mila persone presenti in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus, in una giornata limpida, ma fredda, il Papa ha spiegato il significato anche storico della frase pronunciata da Gesù al malato: “Sii purificato”. “Secondo l’antica legge ebraica (cfr Lv 13-14), la lebbra era considerata non solo una malattia, ma la più grave forma di “impurità”. Era compito dei sacerdoti diagnosticarla e dichiarare immondo il malato, il quale doveva essere allontanato dalla comunità e stare fuori dall’abitato, fino all’eventuale e ben certificata guarigione. La lebbra perciò costituiva una sorta di morte religiosa e civile, e la sua guarigione una specie di risurrezione.

Nella lebbra è possibile intravedere un simbolo del peccato, che è la vera impurità del cuore, capace di allontanarci da Dio. Non è in effetti la malattia fisica della lebbra, come prevedevano le vecchie norme, a separarci da Lui, ma la colpa, il male spirituale e morale”.

 “I peccati che commettiamo – ha detto poi - ci allontanano da Dio, e, se non vengono confessati umilmente confidando nella misericordia divina, giungono sino a produrre la morte dell’anima.

Questo miracolo riveste allora una forte valenza simbolica. Gesù, come aveva profetizzato Isaia, è il Servo del Signore che “si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori” (Is 53,4). Nella sua passione, diventerà come un lebbroso, reso impuro dai nostri peccati, separato da Dio: tutto questo farà per amore, al fine di ottenerci la riconciliazione, il perdono e la salvezza.

Nel Sacramento della Penitenza Cristo crocifisso e risorto, mediante i suoi ministri, ci purifica con la sua misericordia infinita, ci restituisce alla comunione con il Padre celeste e con i fratelli, ci fa dono del suo amore, della sua gioia e della sua pace”.

 
February 13

L'ALPINISTA.....

Si racconta che un alpinista, dopo lunghi anni di preparazione, decise di realizzare il suo sogno e di scalare una montagna molto alta. Volendo tutta la gloria per sé, decise di andarci da solo.

Le ore passarono in fretta e l'oscurità lo sorprese. Non avendo il necessario per accamparsi, decise di proseguire la scalata. Il buio gli impediva di vedere il proprio sentiero. Le nuvole nascondevano la luna e le stelle.

Aveva quasi raggiunto la vetta quando l'inevitabile capitò. Perse l'appoggio e cadde nel vuoto. Ebbe giusto il tempo di vedere delle macchie scure e si sentì inghiottito dall'abisso.
I principali avvenimenti della sua vita sfilarono altrettanto velocemente davanti ai suoi occhi.
Sentiva la morte avvicinarsi quando un violento colpo sembrò quasi squarciargli il ventre: aveva raggiunto la fine della corda di cui aveva fissato un'estremità nella roccia... e l'ancoraggio aveva fortunatamente resistito.

Riprese fiato e si rese conto di essere ancora lì, sospeso nel buio e nel silenzio assoluti.
Ormai disperato, urlò:

- Dio mio, aiutami!!!
- Immediatamente, una voce grave e profonda penetrò il silenzio:
- che vuoi che faccia?
- Salvami, mio Dio!!!
- Credi veramente che io possa salvarti?
- Certamente, Signore!!!
- Se è così, taglia la corda che ti mantiene!!!

Ebbe un momento di esitazione, poi l'uomo si attaccò con maggiore disperazione alla corda.
Il gruppo di salvataggio racconta che l'indomani trovarono l'alpinista morto.
Il freddo l'aveva invaso e tra le sue mani indurite egli teneva ancora, disperatamente, la corda...

A soli due metri dal suolo!!!



E tu, avresti tagliato la corda?
Nella vita, dobbiamo prendere decisioni che mettono alla prova la nostra fede.
E tu? Tu che conti tanto sulle tue corde... Accetteresti di tagliarle?
Tutti i giorni dobbiamo ravvivare la nostra fede e fare nostra, la preghiera di Isaia:
"Il Signore nostro Dio ci tiene per mano e ci dice:

Non temere. Io sono con te."

SAPERSI ABBANDONARE ......

L’abbandono completo in Dio infonde un grande coraggio e pace, perché chi si abbandona sa che è Dio, e non tanto lui, a guidare e disporre ogni vicenda della sua vita. Noi spesso dobbiamo chiederci come pregare, come discernere un problema, o fare una scelta di vita secondo la volontà di Dio, come crescere e migliorare…Invece chi possiede il segreto dell’abbandono non si pone tutti questi interrogativi. Si rivolge semplicemente a Dio con un “eccomi”.L’abbandono rende saggi. Si vive nel momento presente, conoscendo la stupidità e l’inutilità del fuggire dal piano di Dio. Gesù ci ha lasciato nelle parole e nell’esempio il primo insegnamento vivo della preghiera di abbandono. La sua vita di insegnamento si apre con un “Ecco vengo… per fare, o Dio, la Tua volontà”, e si conclude con “Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito”.
L’abbandonarsi a Dio può diventare non solo un modo saltuario di pregare, ma un continuo atteggiamento di vita, una preghiera continua.

Grazie all'amico Stefano che oggi mi ha inviato queste meravigliose parole : il leggerle ha riportato luce e calore in quella che si prospettava una triste giornata !!!!
E sono talmente belle... che mi sembra giusto condividerle !!!!
February 11

PREGHIERA A NOSTRA SIGNORA DI LOURDES

Maria, tu sei apparsa a Bernadette nella fenditura
di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,
la luce e la bellezza.

Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!

Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.

Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro
la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.

In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.

Con Bernadette, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!

Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!

Amen!

 

LA'.... DOVE IL CIELO INCONTRA LA TERRA.....

 

11 FEBBRAIO

BEATA VERGINE MARIA DI LOURDES  
 

 

Solo da quattro anni Pio IX aveva additato alla Chiesa il segno luminoso della potenza salvatrice accordata dal Padre al Redentore: Maria, sua Madre, ripiena di Spirito Santo, totalmente preservata dal peccato, è Immacolata. L’11 febbraio 1858, Maria si manifestò come « l’Immacolata » a Bernardetta Soubirous nella grotta di Massabielle negli alti Pirenei, per ben 18 volte fino al 16 luglio.

Il    perenne «miracolo» di Lourdes è l’Eucaristia. Al di là del « fenomeno » religioso rimangono gli effetti del messaggio fondamentale del Vangelo, richiamato con forza da Maria: la «conversione», e del grande gesto di Cristo: dare il proprio corpo e il proprio sangue» per la salvezza degli uomini. L’accettazione gioiosa della sofferenza insieme con Cristo da parte degli ammalati, la dedizione ammirevole di tanti giovani ai poveri e ai sofferenti, il «clima» ininterrotto di intensa preghiera, a Lourdes, non sono comprensibili se non alla luce della Messa che nella «cittadella di Maria» è al primo posto, sempre. E Cristo nell’Eucaristia passa benedicente fra i malati, annunciatore e realizzatore di una salvezza più profonda.

 

Una Signora mi ha parlato

Dalla « Lettera » di santa Maria Bernardetta Soubi­rous, vergine

(Lettera a P. Gondrand, a. 1861; cfr. A. Ravier, Les écrits de sainte Bernadette, Paris, 1961, pp. 53-59)

Un giorno, recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. Vidi una Signora rivestita di vesti candide. Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d’oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo a un abbaglio. Misi le mani in grembo, dove trovai la mia corona del rosario. Volli anche farmi il segno della croce sulla fronte, ma non riuscii ad alzare la mano, che mi cadde. Avendo quella Signora fatto il segno della croce, anch’io, pur con mano tremante, mi sforzai e finalmente vi riuscii. Cominciai al tempo stesso a recitare il rosario, mentre anche la stessa Signora faceva scorrere i grani del suo rosario senza tuttavia muovere le labbra. Terminato il rosario la visione subito scomparve.

Domandai alle due fanciulle se avessero visto qualcosa, ma quelle dissero di no; anzi mi interrogarono cosa avessi da rivelare loro. Allora risposi di aver visto una Signora in bianche vesti, ma non sapevo chi fosse. Le avvertii però di non farne parola. Allora anch’esse mi esortarono a non tornare più in quel luogo, ma io mi rifiutai.

Vi ritornai pertanto la domenica, sentendo di esservi interiormente chiamata.

Quella Signora mi parlò soltanto la terza volta e mi chiese se volessi recarmi da lei per quindici giorni. Io le risposi di sì. Ella aggiunse che dovevo esortare i sacerdoti perché facessero costruire là una cappella; poi mi comandò di bere alla fontana. Siccome non ne vedevo alcuna, andavo verso il fiume Gave, ma ella mi fece cenno che non parlava del fiume e mi mostrò col dito una fontana. Recatami là, non trovai se non poca acqua fangosa. Accostai la mano, ma non potei prender niente; perciò cominciai a scavare e finalmente potei attingere un pò d’acqua; la buttai via per tre volte, alla quarta invece potei berla. La visione allora scomparve, ed io me ne tornai verso casa.

Per quindici giorni però ritornai colà e la Signora mi apparve tutti i giorni tranne un lunedì e un venerdì, dicendomi di nuovo di avvertire i sacerdoti che facessero costruire là una cappella di andare a lavarmi alla fontana e di pregare per la conversione dei peccatori. Le domandai più volte chi fosse, ma sorrideva dolcemente. Alla fine, tenendo le braccia levate ed alzando gli occhi al cielo mi disse di essere l’Immacolata Concezione.

Nello spazio di quei quindici giorni mi svelò anche tre segreti, che mi proibì assolutamente di rivelare ad alcuno cosa che io ho fedelmente osservato fino ad oggi.

 
February 10

11 Febbraio 2009 : XVII Giornata Mondiale del Malato

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
PER LA XVII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

 

Cari fratelli e sorelle!

la Giornata Mondiale del Malato, che ricorre il prossimo 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes, vedrà le Comunità diocesane riunirsi con i propri Vescovi in momenti di preghiera, per riflettere e decidere iniziative di sensibilizzazione circa la realtà della sofferenza. L’Anno Paolino, che stiamo celebrando, offre l’occasione propizia per soffermarsi a meditare con l’apostolo Paolo sul fatto che, "come abbondano le sofferenze del Cristo in noi, così per mezzo di Cristo abbonda anche la nostra consolazione" (2 Cor 1,5). Il collegamento spirituale con Lourdes richiama inoltre alla mente la materna sollecitudine della Madre di Gesù per i fratelli del suo Figlio "ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata" (Lumen gentium, 62).

Quest’anno la nostra attenzione si volge particolarmente ai bambini, le creature più deboli e indifese e, tra questi, ai bambini malati e sofferenti. Ci sono piccoli esseri umani che portano nel corpo le conseguenze di malattie invalidanti, ed altri che lottano con mali oggi ancora inguaribili nonostante il progresso della medicina e l’assistenza di validi ricercatori e professionisti della salute. Ci sono bambini feriti nel corpo e nell’anima a seguito di conflitti e guerre, ed altri vittime innocenti dell’odio di insensate persone adulte. Ci sono ragazzi "di strada", privati del calore di una famiglia ed abbandonati a se stessi, e minori profanati da gente abietta che ne viola l’innocenza, provocando in loro una piaga psicologica che li segnerà per il resto della vita. Non possiamo poi dimenticare l’incalcolabile numero dei minori che muoiono a causa della sete, della fame, della carenza di assistenza sanitaria, come pure i piccoli esuli e profughi dalla propria terra con i loro genitori alla ricerca di migliori condizioni di vita. Da tutti questi bambini si leva un silenzioso grido di dolore che interpella la nostra coscienza di uomini e di credenti.

La comunità cristiana, che non può restare indifferente dinanzi a così drammatiche situazioni, avverte l’impellente dovere di intervenire. La Chiesa, infatti, come ho scritto nell’Enciclica Deus caritas est, "è la famiglia di Dio nel mondo. In questa famiglia non deve esserci nessuno che soffra per mancanza del necessario" (25, b). Auspico, pertanto, che anche la Giornata Mondiale del Malato offra l’opportunità alle comunità parrocchiali e diocesane di prendere sempre più coscienza di essere "famiglia di Dio", e le incoraggi a rendere percepibile nei villaggi, nei quartieri e nelle città l’amore del Signore, il quale chiede "che nella Chiesa stessa, in quanto famiglia, nessun membro soffra perché nel bisogno" (ibid.). La testimonianza della carità fa parte della vita stessa di ogni comunità cristiana. E fin dall’inizio la Chiesa ha tradotto in gesti concreti i principi evangelici, come leggiamo negli Atti degli Apostoli. Oggi, date le mutate condizioni dell’assistenza sanitaria, si avverte il bisogno di una più stretta collaborazione tra i professionisti della salute operanti nelle diverse istituzioni sanitarie e le comunità ecclesiali presenti sul territorio. In questa prospettiva, si conferma in tutto il suo valore un’istituzione collegata con la Santa Sede qual è l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che celebra quest’anno i suoi 140 anni di vita.

Ma c’è di più. Poiché il bambino malato appartiene ad una famiglia che ne condivide la sofferenza spesso con gravi disagi e difficoltà, le comunità cristiane non possono non farsi carico anche di aiutare i nuclei familiari colpiti dalla malattia di un figlio o di una figlia. Sull’esempio del "Buon Samaritano" occorre che ci si chini sulle persone così duramente provate e si offra loro il sostegno di una concreta solidarietà. In tal modo, l’accettazione e la condivisione della sofferenza si traduce in un utile supporto alle famiglie dei bambini malati, creando al loro interno un clima di serenità e di speranza, e facendo sentire attorno a loro una più vasta famiglia di fratelli e sorelle in Cristo. La compassione di Gesù per il pianto della vedova di Nain (cfr Lc 7,12-17) e per l’implorante preghiera di Giairo (cfr Lc 8,41-56) costituiscono, tra gli altri, alcuni utili punti di riferimento per imparare a condividere i momenti di pena fisica e morale di tante famiglie provate. Tutto ciò presuppone un amore disinteressato e generoso, riflesso e segno dellamore misericordioso di Dio, che mai abbandona i suoi figli nella prova, ma sempre li rifornisce di mirabili risorse di cuore e di intelligenza per essere in grado di fronteggiare adeguatamente le difficoltà della vita.

La dedizione quotidiana e limpegno senza sosta al servizio dei bambini malati costituiscono un’eloquente testimonianza di amore per la vita umana, in particolare per la vita di chi è debole e in tutto e per tutto dipendente dagli altri. Occorre affermare infatti con vigore l’assoluta e suprema dignità di ogni vita umana. Non muta, con il trascorrere dei tempi, l’insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza. E’ a Gesù crocifisso che dobbiamo volgere il nostro sguardo: morendo in croce Egli ha voluto condividere il dolore di tutta l’umanità. Nel suo soffrire per amore intravediamo una suprema compartecipazione alle pene dei piccoli malati e dei loro genitori. Il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, che dell’accettazione paziente della sofferenza ha offerto un esempio luminoso specialmente al tramonto della sua vita, ha scritto: "Sulla croce sta il «Redentore dell'uomo», l'Uomo dei dolori, che in sé ha assunto le sofferenze fisiche e morali degli uomini di tutti i tempi, affinché nell'amore possano trovare il senso salvifico del loro dolore e risposte valide a tutti i loro interrogativi" (Salvifici doloris, 31).

Desidero qui esprimere il mio apprezzamento ed incoraggiamento alle Organizzazioni internazionali e nazionali che si prendono cura dei bambini malati, particolarmente nei Paesi poveri, e con generosità e abnegazione offrono il loro contributo per assicurare ad essi cure adeguate e amorevoli. Rivolgo al tempo stesso un accorato appello ai responsabili delle Nazioni perché vengano potenziate le leggi e i provvedimenti in favore dei bambini malati e delle loro famiglie. Sempre, ma ancor più quando è in gioco la vita dei bambini, la Chiesa, per parte sua, si rende disponibile ad offrire la sua cordiale collaborazione nell’intento di trasformare tutta la civiltà umana in «civiltà dell’amore» (cfr Salvifici doloris, 30).

Concludendo, vorrei esprimere la mia vicinanza spirituale a tutti voi, cari fratelli e sorelle, che soffrite di qualche malattia. Rivolgo un affettuoso saluto a quanti vi assistono: ai Vescovi, ai sacerdoti, alle persone consacrate, agli operatori sanitari, ai volontari e a tutti coloro che si dedicano con amore a curare e alleviare le sofferenze di chi è alle prese con la malattia. Un saluto tutto speciale è per voi, cari bambini malati e sofferenti: il Papa vi abbraccia con affetto paterno insieme con i vostri genitori e familiari, e vi assicura uno speciale ricordo nella preghiera, invitandovi a confidare nel materno aiuto dell’Immacolata Vergine Maria, che nel passato Natale abbiamo ancora una volta contemplato mentre stringe con gioia tra le braccia il Figlio di Dio fatto bambino. Nell’invocare su di voi e su ogni malato la materna protezione della Vergine Santa, Salute degli Infermi, a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 2 Febbraio 2009

 

BENEDICTUS PP. XVI

ORA DIO LA TIENE PER MANO....

 

O Dio, amante e fonte della vita, noi ti lodiamo, ti glorifichiamo,
ti diciamo la nostra gratitudine ammirata e gioiosa
per il dono della nostra vita e per il dono della vita di ogni uomo,
anche di chi sente la vita solo come un peso ed una croce.
Noi crediamo, o Signore, che nessun uomo viene al mondo per caso,
ma che ogni uomo è sempre il termine vivo e personale
del tuo amore di Creatore e di Padre.

Da te illuminati, o luce del mondo,
fa che sappiamo scorgere il riflesso dello splendore del tuo volto,
di te o Dio che sei Bellezza infinita, sul volto di ogni uomo,
sul piccolo volto che si sta formando del bambino non ancora nato,
sul volto triste di chi è colpito dalla malattia e dal dolore,
dalla solitudine e dall'emarginazione,
sul volto stanco dell'anziano e di chi sta per morire.
( Mons. Dionigi Tettamanzi )

E Gesù disse : 

"avevo fame e mi avete dato da mangiare,

avevo sete e mi avete dato da bere,

ero ... malato e mi avete visitato” (Mt 25,35-36).

 

 "Nessuna autorità umana, neppure lo Stato, può giustificare moralmente l'uccisione dell'innocente. Tale tragica trasformazione di un delitto in diritto è indice di preoccupante decadenza di una civiltà" (Giovanni Paolo II – 22 maggio 1998)

 

 

ADESSO PERO' VOGLIAMO SAPERE TUTTO.....

EDITORIALE DI "AVVENIRE" di oggi Martedì 10 febbraio 2009..... da leggere assolutamente !!!!
 

Adesso però vogliamo sapere tutto

Eluana è stata uccisa. Davanti alla morte le parole tornano nude. Non consentono menzogne, non tollerano mistificazioni. E se noi – oggi – non le scrivessimo, queste parole nude e vere, se noi – oggi – non chiamassimo le cose con il loro nome, se noi – oggi – non gridassimo questa tristissima verità, non avremmo più titolo morale per parlare ai nostri lettori, ai nostri concittadini, ai nostri figli. Non saremmo cronisti, e non saremmo nemmeno uomini.

Eluana è stata uccisa. Una settimana esatta dopo essere stata strappata all’affetto e alla «competenza di vita» delle sorelle che per 15 anni, a Lecco, si erano pienamente e teneramente occupate di lei. In un momento imprecisato e oscuro del «protocollo», orribile burocratico eufemismo con il quale si è cercato di sterilizzare invano l’idea di una «competenza di morte» messa in campo, a Udine, per porre fine artificialmente ai suoi giorni.

Eluana è stata uccisa. E noi osiamo chiedere perdono a Dio per chi ha voluto e favorito questa tragedia. Per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi “sentenziata”  come «già morta» e che morta non era. Chiediamo perdono per ognuno di loro, ma anche per noi stessi. Per non aver saputo parlare e scrivere più forte. Per essere riusciti a scalfire solo quando era troppo tardi il muro omertoso della falsa pietà. Per aver trovato solo quando nessuno ha voluto più ascoltarle le voci per Eluana (le altre voci di Eluana) che erano state nascoste. Sì, chiediamo perdono per ogni singola persona che ha voluto e favorito questa tragedia. E per noi che non abbiamo saputo gridare ancora di più sui tetti della nostra Italia la scandalosa verità sul misfatto che si stava compiendo: senza umanità, senza legge e senza giustizia.

Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà, chi dimostrerà, loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent’anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno fardello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdonino, se possono. Perché Eluana è stata uccisa.

Sì, Eluana è stata uccisa. E noi, oggi, abbiamo solo una povera tenace speranza, già assediata – se appena guardiamo nel recinto delle aule parlamentari – dalle solite cautelose sottigliezze, dalle solite sferraglianti polemiche. Eppure questa povera tenace speranza noi la rivendichiamo: che non ci sia più un altro caso così. Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete.

Ma che si faccia, ora, davvero giustizia. Che s’indaghi fino in fondo, adesso che il «protocollo» è compiuto e il mistero di questa fine mortalmente c’inquieta. Non ci si risparmi nessuna domanda, signori giudici. Ci sia trasparenza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la misura della sopportazione. E si risponda presto, si risponda subito, si risponda totalmente. Come è stata uccisa Eluana?

Marco Tarquinio

Editoriale di “Avvenire” del 10/02/2008

February 04

PER LA VITA... SEMPRE... COMUNQUE....

Racconto di un diacono :
 

Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.
Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.
Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.
Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita.
Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.
Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.
L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall'Alzheimer.
Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi.
Lui mi rispose che lei non lo riconosceva giá da 5 anni.
Ne fui sorpreso, e gli chiesi. 'E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei'?
L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei"
Dovetti trattenere le lacrime...Avevo la pelle d'oca e pensai:
"Questo é il genere di amore che voglio nella mia vita".


Il vero amore non é né fisico né romantico.

Il vero amore é l'accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará.
Le persone piú felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ció che hanno.
La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta,

ma di come danzare nella pioggia

CON ELUANA, MA PER LA VITA....

Mi sono iscritta ad un gruppo su Facebook, forse uno dei tanti che stanno nascendo in questi giorni.
Ho trovato uno scritto che penso valga proprio la pena di leggere.....
Non servono altri commenti !!!!!!!  Li lascio tutti ai vostri cuori !!!!!
 

Parla la vedova Coletta:
vi racconto Beppino ed Eluana

Da AVVENIRE del 4 Febbraio 2009

Ha chiamato ancora papà Beppino ieri mattina poco prima delle nove: «Ma nemmeno l’hai accompagnata E­luana?», gli ha detto subito. Mar­gherita Coletta è la vedova di Giu­seppe, carabiniere assassinato a Nasiriyah il 12 novembre 2003, nel­l’attentato che spazzò la base ita­liana "Maestrale", carabiniere che non aveva mai ucciso e che sce­glieva le missioni all’estero per aiu­tare i bimbi più indifesi, quelli col­piti dalla guerra. Lo faceva per ri­trovare il sorriso di suo figlio Pao­lo, morto a sei anni stroncato dal­la leucemia: «Quando capimmo che era finita e i medici ce lo spie­garono chiaramente – racconta lei – facemmo interrompere la che­mioterapia». Margherita in questi mesi è volata dalla Sicilia a Lecco per andare a trovare Eluana, accompagnata da Beppino.

Spesso e a lungo l’ha ac­carezzata, l’ha baciata, le ha parla­to. E spesso ha parlato col papà, scontrandosi anche duramente, ma senza che mai lui le negasse il dialogo: in qualche modo for­se sono diventati amici. Ecco perché ancora ieri mattina lei gli ha telefonato dicen­dogli: «Speravo che coi gior­ni fossi rinsavito».

Cos’ha provato, Margherita, entrando nella stanza di E­luana?
La prima volta mi sono fermata sulla soglia della sua porta. Pen­savo di essere più forte. Ho re­spirato a fondo, poi sono entra­ta. Quando l’ho vista, abituata com’ero alle foto di lei ragazza, mi ha scosso, oggi è una don­na. Ma poco dopo è diventa­to tutto così normale, come fossi a trovare una persona in ospedale. Anzi, ho senti­to tanta dolcezza e nessun ribrezzo o pena. Né ho visto alcun 'sacco di patate', co­me qualcuno descrisse E­luana, ma una persona che è tutt’altro. Una persona.

La sensazione più bella?
Quando l’ho accarezzata. Con la sensazione netta, net­tissima, che lei avvertisse le carezze. Certo è che pensavo d’andare a dare io a lei, inve­ce ho ricevuto assai più di quanto le abbia dato.

Cosa?
La maggiore certezza nelle cose in cui credo. La con­sapevolezza che non si può ridurre una persona alla sua forma fisica.

Papà Beppino la accom­pagnava in quella stan­za?
Sì. La prima volta che l’ho incontrato mi ave­va fatto molta tenerez­za: pensavo a mio ma­rito Giuseppe, a quan­do è morto nostro fi­glio. E poi mi sem­brava quasi di parla­re con mio padre: mi diceva «sei una bir­ba».

Adesso è cambiato qualcosa?
Rispetto comun­que Beppino e provo sempre grande affetto per lui. Ma non è giusto quello che sta facendo. I figli non sono di nostra proprietà: ci sono soltanto affida­ti. Ci prendiamo cura di loro, li aiu­tiamo, li assistiamo e semmai li ac­compagniamo alla morte, prepa­randoli se deve accadere, anche da piccoli. Ma lui non si rende conto di tutto questo, si sente incapace di tornare indietro: credo sia so­prattutto lui in uno stato simile a quello vegetativo. Quando si risveglierà da questo torpore si renderà conto e starà male, tanto.

Lei che rapporto ha, Margherita, col papà di Eluana?
Ci siamo confrontati tante volte, ma è sempre stato cortese con me. È convinto di quanto fa, for­se perché non vede più Eluana come lui la vorrebbe. Ma a me pa­re evidente che in qualche modo sia stato plagiato da tanta gente alla quale non interessa nulla di Eluana. E lui ora è strumentaliz­zato, è finito in un vortice: ha an­che momenti nei quali io credo vorrebbe tornare indietro, perché non pare convinto fino in fondo di quanto sta facendo, ma non ne ha la forza.

Com’era trattata Eluana nella ca­sa di cura lecchese?
Come una regina. Le suore che le stanno accanto ogni giorno la cu­rano, la lavano, la profumano, la portano a spasso sulla carrozzella. Addirittura la depilano, perché E­luana come ogni ragazza non sop­portava d’avere peli sulle gambe.

E come sta?
Lei è una donna. Una donna di trentotto anni: ha la mia stessa età. Ha il ciclo mestruale come ogni donna. Apre gli occhi di giorno e li chiude la notte. Respira benissimo e da sola, serenamente. Il suo cuo­re batte da solo, tenace e forte. Ci sono momenti nei quali forse sor­ride e altri nei quali forse socchiu­de gli occhi. Ma quanti sanno dav­vero che Eluana non è attaccata a nessuna macchina? Quanti sanno che nella sua stanza non c’è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Che non ha una piaga da decubito? Che in di­ciassette anni non ha preso un an­tibiotico?

La notte scorsa hanno portato E­luana a morire: lei, Margherita, co­sa sta provando?
Ho un pugnale dentro. Prego, spe­ro fino all’ultimo che lui si renda conto di quel che sta facendo. Quanto sia sbagliato. Quanto non sia paterno. Quanto non sia uma­no. Io so che lui soffre dentro di sé, e tanto.

Ci ha parlato appena ieri mattina: secondo lei cosa prova Beppino?
Non so come possa vivere con un peso addosso come questo: Elua­na da diciassette anni è in quelle condizioni, ma lui fino a ieri mat­tina non si era mai svegliato sa­pendo che sua figlia sta per mori­re.

Come mai, Margherita, lei e suo marito Giuseppe decideste d’in­terrompere la chemioterapia a vo­stro figlio?
Paolo ne aveva fatti quattro cicli, ne mancavano due, ma ormai il male a­veva invaso tutto il suo corpo e i medi­ci ci spiegarono be­ne la situazione. I dolori e il vomito e tutte le devastazio­ni provocate dalla chemio a quel pun­to sì che sarebbero stati accanimento terapeutico: così ci fermammo, affi­dandoci e affidando Paoletto a Dio.

Perché invece con Eluana non ci sarebbe accanimento terapeutico?
Ma Eluana non ha una malattia, non è terminale, non ha un dolo­re, non ha un macchinario nella stanza, non c’è nulla che possa far pensare ad un accanimento per te­nerla in vita! È accudita, curata, a­mata. La si deve solamente aiuta­re a mangiare! Beppino però sostiene che la mor­te di Eluana servirà a liberarla... Liberarla da cosa? Come fa lui a sa­pere che lei è in catene? Una per­sona che soffre lo si vede. Non lo capisco proprio cosa voglia dire Beppino, cerco di sforzarmi, ma non ci arrivo.

Quella giovane donna da ieri è ri­coverata nella sezione maschile del "Reparto Alhzeimer" della cli­nica udinese "La Quiete"...
Ma si rende conto?! È lì, da sola, con nessuno che la conosce, che l’ha curata, che la ama, perché le suo­re di Lecco la amano: se sapesse ie­ri sera ( lunedì, ndr) quando ho chiamato suor Rosangela come piangeva. Anzi, mi permetta di rin­graziare proprio le suore della ca­sa di cura "Beato Talamone" e tut­te le persone che per quindici an­ni hanno avuto quella tale cura per Eluana.

Margherita, ma perché lei decise d’andare a trovarla?
Non lo so. Una sera ero a casa, ho visto la notizia al telegiornale e ne ho avuto il desiderio. So di non valere nulla, ma ho cercato il nu­mero di Beppino, perché volevo fargli sentire la mia vicinanza. L’ho chiamato, gli ho spiegato chi ero e che sarei stata felice se avessi potuto incontrare Eluana. Lui fu molto gentile, mi disse: «Signora, davanti al suo dolore m’inchino e mi fa piacere se viene». Appena poi arrivai a Lecco, mi chiese su­bito: «Margherita, tu da che par­te stai?».

Lei cosa gli rispose?
«Beppino, io non sto dalla parte di nessuno: sono venuta a trovare E­luana come se tu fossi venuto a tro­vare un mio parente caro»: andai da lei non per far cambiare idea a Beppino né per altro, solo perché mi era sembrato giusto farlo.

Come mai lei ha accetta­to di raccontare tutto que­sto solamente adesso?
Beppino sa che io non a­vrei mai detto nulla e l’ha visto finora. Però è giunto il momento di dare voce a Eluana.

Un’ultima domanda, Margherita: ha speran­ze per Eluana?
La prima volta andai a trovarla nel novem­bre scorso: le promisi che sarei tornata per Natale e Beppino, certo e tranquillo, mi disse: «A Natale non ci sarà più». Io le sussurrai nell’orec­chio sotto voce «non ti preoccupare, ci rivedia­mo» e così poi è stato.

Pino Ciociola
Avvenire 4 febbraio 2009

February 02

NOVENA ALLA MADONNA DI LOURDES...

Amici carissimi di blog, tra pochi giorni, esattamente l' 11 febbraio, ricorrerà l'anniversario della prima apparizione della Madonna a Lourdes, esattamente 151 anni fa.....Come ben sapete, lo scorso luglio ho avuto il privilegio di poter andare per la prima volta nella mia vita a Lourdes... là è rimasto il mio cuore.... davanti a quella grotta la mia vita è cambiata.... Vi invito tutti di cuore, a unirvi a me nella recita di questa Novena :
 
 

NOVENA ALLA MADONNA DI LOURDES (11 febbraio)

Qualunque sia l'aspetto talvolta disperato delle situazioni, questa novena ottiene sempre particola­ri grazie di forza e di pace. Oc­corre tuttavia tener presente che essa é legata a qualche atto cri­stiano che impegna. E’ dunque meglio non cominciarla neppure, se non si è più che decisi a com­piere qualcuno di questi atti il meglio possibile.

1° giorno. Nostra Signora di Lourdes, Vergine immacolata, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, eccomi ai tuoi piedi per sol­lecitare questa grazia: la mia fiducia nel tuo pote­re d'intercessione è incrollabile. Tutto tu puoi ottene­re dal tuo divin Figlio. Proposito: Fare un atto di ri­conciliazione nei confronti di una persona ostile o da cui ci si è allontanati per naturale antipatia.

2° giorno. Nostra Signora di Lourdes, che hai scelto per interpre­te una debole e povera fan­ciulla, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, aiutami ad adottare ogni mezzo per diventare più umi­le e più abbandonato a Dio. So che è cosi che potrò pia­certi e ottenere la tua assi­stenza. Proposito: Scegliere una da­ta prossima per confessarsi, attenersi.

3° giorno. Nostra Signora di Lourdes, diciotto volte benedetta nelle tue apparizioni, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, ascolta oggi i miei voti supplicanti. Esaudiscili se, rea­lizzandosi, potranno procu­rare la gloria di Dio e la sal­vezza delle anime. Proposito: Fare una visita al Santissimo Sacramento in una chiesa. Affidare nomina­tamente a Cristo i parenti, gli amici o relazioni in difficoltà. Non dimenticare i defunti.

4° giorno. Nostra Signora di Lourdes, tu, a cui Gesù nulla può ri­fiutare, prega per noi. No­stra Signora di Lourdes, in­tercedi per me presso il tuo divin Figlio. Attingi a piene mani nei tesori del suo Cuore e spandili su coloro che pregano ai tuoi piedi. Proposito: Recitare oggi un rosario meditato.

5° giorno.
Nostra Signora di Lourdes che mai nessuno ha invoca­to invano, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, se tu lo vuoi, nessuno di quelli che oggi ti invocano se ne andrà senza aver sperimentato l'effetto della tua potente intercessione. Proposito: Fare a mezzogior­no o alla sera di quest'oggi un parziale digiuno in ripara­zione dei propri peccati, e an­che secondo le intenzioni di quelli che pregano o pregheranno la Madonna con que­sta novena.

6° giorno.
Nostra Signora di Lourdes, sa­lute dei malati, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, Intercedi per la guarigione dei malati che ti raccomandiamo. Ottieni loro un au­mento di forza se non la salute. Proposito: Recitare di tutto cuore un atto di consacrazio­ne alla Madonna...

7° giorno. Nostra Signora di Lourdes che preghi incessantemente per i peccatori, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes che hai guidato Bernadette fino alla santità, donami quell’entusiasmo cristiano che non indietreggia davanti ad alcun sforzo perché regni maggiormente la pace e l’amore tra gli uomini. Proposito: Visitare un mala­to o una persona sola.

8° giorno. Nostra Signora di Lourdes, sostegno materno di tutta la Chiesa, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, proteggi il nostro Papa e il nostro vescovo. Benedici tutto il clero e in modo par­ticolare i sacerdoti che ti fanno conoscere e amare. Ricordati di tutti i sacerdo­ti defunti che ci hanno tra­smesso la vita dell'anima. Proposito: Far celebrare una messa per le anime del pur­gatorio e comunicarsi con questa intenzione.

9° giorno. Nostra Signora di Lourdes, speranza e consolazione dei pellegrini, prega per noi. Nostra Signora di Lourdes, giunto al termine di questa novena, voglio già ringra­ziarti per tutte le grazie che mi hai ottenuto nel corso di questi giorni, e per quelle che mi otterrai ancora. Per meglio riceverle e ringraziarti, prometto di venire a pregarti il più sovente possi­bile in uno dei tuoi santuari. Proposito: fate una volta nell’anno un pellegrinaggio ad un santuario mariano, anche molto vicino alla propria resi­denza, oppure partecipare ad un ritiro spirituale.

Litanie della madonna di Lourdes.

Signore pietà, Signore pietà; Cristo pietà, Cristo pietà; Signore pietà, Signore pietà; Nostra Signora di Lourdes, Vergine Immacolata prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, Madre del Divin Salvatore prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, che hai scelto come interprete una debole e povera fanciulla prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, che hai fatto sgorgare sulla terra una sorgente che dà contorto a tanti pellegrini prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, dispensatrice dei doni del Cielo prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, a cui Gesù nulla può rifiutare prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, che nessuno ha mai invocato invano prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, consolatrice degli afflitti prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, che guarisci da ogni malattia prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, speranza dei pellegrini prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, che preghi per i peccatori prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, che ci inviti alla penitenza prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, sostegno della santa Chiesa prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, avvocata delle anime del purgatorio prega per noi; Nostra Signora di Lourdes, Vergine del Santo Rosario prega per noi; Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci Signore; Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo ascoltaci o Signore; Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi; Prega per noi, Nostra Signora di Lourdes Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

 

Preghiamo: Signore Gesù, noi ti benediciamo e ti ringraziamo per tutte le grazie che, per mezzo della Madre tua a Lourdes, hai spar­so sul tuo popolo in preghiera e sofferente. Fa che anche noi, per l'intercessione di Nostra Signora di Lourdes, possiamo aver parte di questi beni per meglio amarti e servirti! Amen.

 

 

January 19

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI

Mediatazione del 19 gennaio 2009
 

Tratto dal materiale distribuito dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ( fonte www.zenit.org – Il mondo visto da Roma )

La guerra e la violenza sono ancora i maggiori ostacoli a quell'unità voluta da Dio per l'umanità. Dopotutto, la guerra e la violenza sono il risultato di una divisione non sanata, che esiste in noi stessi, e dell'arroganza umana che impedisce di ritrovare il reale fondamento della nostra esistenza.

I cristiani della Corea desiderano ardentemente mettere fine a più di cinquanta anni di separazione fra la Corea del Nord e la Corea del Sud, e vedere la pace consolidata nel mondo. La precarietà che prevale nella penisola coreana non solo rappresenta il dolore dell'unica nazione al mondo ancora divisa, ma simboleggia anche i meccanismi della divisione, dell'ostilità e della vendetta che affliggono l'umanità.

Come si può mettere fine a questa spirale di guerra e di violenza? Gesù ci mostra la forza che può fermare il circolo vizioso della violenza e dell'ingiustizia anche nella più brutale delle situazioni. Ai suoi discepoli, che rispondono alla violenza e reagiscono secondo la logica del mondo, paradossalmente, Egli insegna la rinuncia alla violenza (cfr. Mt 26, 51-52).

Gesù svela la verità sulla violenza umana. Fedele al Padre, Egli muore sulla croce per salvarci dal peccato e dalla morte. La croce rivela il paradosso e il conflitto inerenti a Gesù fattosi uomo. La morte violenta di Gesù marca l'inizio di una nuova creazione, che inchioda il peccato umano, la violenza e la guerra proprio a quella croce.

Gesù Cristo insegna una non violenza basata non sul semplice umanitarismo; insegna il ristabilimento della creazione di Dio, la speranza e la fede nella venuta finale dei nuovi cieli e della nuova terra. Questa speranza, fondata sulla vittoria finale di Gesù sulla morte, ci incoraggia a perseverare nella ricerca dell'unità dei cristiani, per contrastare più efficacemente ogni forma di guerra e di violenza.

 

Preghiera:

O Signore, che hai dato te stesso sulla croce per l'unità del genere umano,

ti offriamo la nostra natura umana deturpata dall'egoismo,

dall'arroganza, dalla vanità e dal risentimento.

O Signore, non abbandonare gli oppressi

che soffrono per le tante forme di violenza, di avversione e di odio,

vittime di erronee credenze e ideologie di conflitto.

O Signore, nella tua compassione tendici la mano,

e prenditi cura del tuo popolo,

cosicché possiamo gustare pienamente la pace e la gioia, nell'ordine della tua creazione.

O Signore, fa' che tutti i cristiani possano operare insieme

per portare la tua giustizia nel mondo.

Dacci il coraggio di aiutare il nostro prossimo a portare la croce,

invece che mettere la nostra sulle loro spalle.

Signore, insegnaci la saggezza di trattare i nostri nemici con amore,

invece che con odio. Amen.

I RAGAZZI DEL NOSTRO ORATORIO....

Carissimi amici, voglio condividere con voi l'articolo che mi hanno pubblicato sulla locale stampa diocesana (Il Popolo dell'Ossola) in merito ad una bellissima serata che si è tenuta nel nostro paese organizzata dal Gruppo Giovani del nostro oratorio.
 

PIEVE VERGONTE : COME… ANZI MEGLIO DI BROADWAY !!!!

E’ non è assolutamente una provocazione, anzi !!!

E’ certamente e realisticamente quello che hanno pensato i numerosissimi spettatori che Sabato 27 Dicembre scorso hanno gremito il Salone M.Massari di Pieve Vergonte per assistere ad uno straordinario e stupefacente spettacolo.

L’ormai consolidato “Gruppo Giovani dell’ Oratorio di Pieve Vergonte ”  ha dato così vita ad una serata all’insegna dello spettacolo e della musica, regalando a tutti presenti due ore di vero e sano divertimento.

Se l’esibizione estiva che ci avevano già magistralmente proposto al termine del Grest la scorsa estate poteva essere considerata un primo approccio ed un banco di prova delle loro capacità, quest’ultima esibizione non ha fatto altro che confermare e convalidare il vero  talento dei nostri ragazzi, accompagnato da un buona dose di buona volontà, di grande impegno e tenacia.

Abbiamo così potuto assistere alla rappresentazione di MUSICAL storici che hanno segnato la storia di questo genere teatrale e più moderni e vicini ai nostri tempi.

Ad aprire lo spettacolo quindi un classico del calibro di “Sette spose per sette fratelli” seguito dall’altrettanto celeberrimo “Aggiungi un posto a tavola “. Scelte sicuramente impegnative e non facili anche per attori provetti ed esperti ma, i nostri ragazzi hanno avuto l’indubbia bravura e capacità di estrapolare e rappresentare i punti salienti e rilevanti delle storie, sia nella scelta dei brani musicali, come della coreografie e dando il giusto rilievo alla parte ironica delle opere, strappando al pubblico presente scroscianti applausi a scena aperta e fragorose risate.

 

Nell’intervallo tra la prima e la seconda parte, un vero “spettacolo” nello spettacolo.

 

L’esibizione canora del pievesissimo (passatemi il temine) Mattia Rossi accompagnato al pianoforte dal Maestro Sandro Gaspari ha lasciato ancora una volta a bocca aperta tutti i presenti e soprattutto i pochissimo che forse non avevano ancora avuto il piacere di ascoltare ed apprezzare  le sue straordinarie capacità vocali.

Con un repertorio  molto impegnativo, il giovanissimo Mattia ha letteralmente estasiato il pubblico che gli ha tributato fragorosi  applausi e ovazioni,  con una magistrale esecuzione di brani classici come “Non ti scordar di me” e “Caruso” adattissimi a mettere i luce le sue straordinarie doti vocali.

La seconda parte dell’esibizione Mattia ci ha proposto brani incredibilmente  coinvolgenti ed emozionanti  quali “Mamma”, “Astro del Ciel…” e una bellissima e toccante “Ave Maria” del compositore Caccini .

Un vero talento naturale quello di Mattia, accompagnato da una grandissima dose di passione per il canto, di dedizione, di applicazione e studio che ne faranno sicuramente un grande personaggio di cui sentiremo sicuramente parlare ad alti livelli molto presto. E vista la  sua giovanissima età (Mattia frequenta la prima media presso la Scuola di Pieve Vergonte) ci sono certamente tutti i presupposti perché le sue  sorprendenti capacità e la naturale predisposizione al canto ne facciamo un’interprete di prim’ordine degno di salire sui più importanti palcoscenici ad ai più alti livelli . E per tutti coloro che non hanno partecipato allo spettacolo pievese, negli ultimi giorni possono avere avuto l’occasione di ammirare ed apprezzare il nostro giovane artista nei diversi passaggi televisivi della locale Tele VCO Azzura, nel quale sono stati proposti in diverse occasione brani e anche una intervista del bravissimo Mattia.

Da noi tutti quindi , in particolare pievesi e non, calorosissima auguri per la carriera di Mattia e la certezza che sentiremo presto e spesso parlare di lui !!!!

 

Terminata l’esibizione di Mattia, la seconda parte del Musical dei nostri giovani ha riservato altrettante emozioni.

La divertentissima parodia in chiave musical del noto ed amato cartone “Gli Aristogatti” è stata veramente singolare ed  eccezionale.

E per concludere una altrettanto azzeccata interpretazione di uno tra i più celeberrimi eventi musicali degli ultimi anni ha letteralmente mandato in visibilio il pubblico : L’ “High School Musical 2” pievese non aveva certamente niente da invidiare all’originale anzi, forse una marcia in più : la simpatia innata dei nostrani Troy Bolton e Gabriella !!!

 

Un trionfo  giusto e meritato quindi per i nostri ragazzi e, un successo  così, certamente non si improvvisa.

Infatti i nostri giovani da mesi stavano preparando con cura meticolosa lo spettacolo, dedicando alle prove ogni minuto del loro tempo libero, passando serate a creare ed imparare le coreografie ed i balletti , trasformando il nostro oratorio in un vero teatro di Broadway. Ed il risultato è stato veramente apprezzato da tutto il numerosissimo pubblico presente !!!!

Che dire quindi : Bravi è certamente troppo poco !!!

Bravi per averci regalato una serata deliziosa, all’insegna del divertimento e della buona musica.

Bravi per l’impegno, la dedizione e  la passione dimostrata in un campo dello spettacolo decisamente non facile, e bravi anche per la cura e l’attenzione nella preparazione delle scene, dei costumi, delle luci e della regia dello spettacolo, per la spigliatezza , la disinvoltura e la spontaneità.

Bravi per aver dimostrato anche ai meno giovani che non serve fare cose “strane” o fuori dagli schemi per divertirsi, non serve fare a tutti costi le ore piccolissime o rischiare la vita, ma a volte basta, molto semplicemente, un bel gruppo di amici con la voglia di condividere sogni ed ideali.

Bravi infine a tutti coloro che, in modi diversi, hanno permesso il realizzarsi di questo ambizioso progetto : a Don Simone, regista occulto e capace supervisore, come anche a  Don Giacomo e alla parrocchia per aver mezzo a disposizione i locali e le strutture dell’oratorio per le prove e tutte le fasi preparatorie, e un  brava e un accorato grazie alla costumista e truccatrice che vuole rimanere nell’anonimato.

Ed un  ringraziamento all’amministrazione comunale, per la disponibilità del salone M.Massari ed al Sindaco M.G.Medali e Vicesindaco P.Gentile per aver presenziato alla rappresentazione.

Ora i nostri ragazzi sino pronti per ulteriori grandi performance che li porteranno ad esibirsi anche in trasferte fuori paese.

Un grazie quindi sentito e di cuore per quanto realizzato dal nostro “Gruppo Giovani Oratorio”  e l’augurio di tutto il pubblico di poter quanto prima apprezzare e ammirare le doti  dei nostri giovani in nuove ed entusiasmati produzioni artistiche.

 

Un ultimo fragoroso applauso quindi a questi splendidi ragazzi anche da tutto il mondo web !!!!

GRAZIE !!!

 

 

January 15

PAROLE DI GESU' ALL'ANIMA....

 
Amami come sei .....( di Mons.Lebrun)
 

Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: Dammi il tuo cuore, amami come sei... Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai.

Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non ricommettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei...

Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l'Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che io Ti ami, voglio il tuo cuore.

Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore di poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno ne' della tua scienza, ne' del tuo talento.

Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perché ti ho creato soltanto per l'amore.

Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore.

Conto su di te per darmi gioia... Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare... Ma ricordati... amami come sei... Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.

Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai... Va..."

 

January 14

PERCHE' SONO NATO, DICE DIO.....

Carissimi amici non poi così tanto virtuali... anzi !!! Durante queste feste motivi ed intoppi pratici nonchè tecnici mi hanno tenuta lontana dal computer. Ho trovato molti, moltissimi straordinari messaggi e auguri ai quali risponderò quanto prima.
Ma, anche se in imperdonabile ritardo (e mi scuso veramente) mando a tutti voi i mie più cari sinceri affettuosi auguri nella speranza che questo nuovo anno veda il realizzarsi di tutti i vostri desideri, progetti, sogni, aspettative e vi porti soprattutto tanta tantissima serenità nel cuore e nell'anima.
Forse stiamo ancora respirando aria di Natale, nel cuore coccoliamo ancora tutti la nascita di Nostro Signore, la scorsa domenica abbiamo festeggiato il suo battesimo... e allora dedico a tutti, e a me stessa, questa splendida poesia, perchè non è sufficente ricordarsi che Gesù è nato per noi solo il giorno di Natale. Gesù nasce e continuerà a nascere PER NOI ogni giorno, ogni istante, per sempre.....
 
PERCHE'SONO NATO, DICE DIO...
 
Son nato nudo, dice Dio
perchè tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero
perchè tu possa considerarmi la tua unica ricchezza.
Sono nato in una stalla
perchè tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio
perchè tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perchè tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte
perchè tu creda che posso illuminare
qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio
perchè tu non abbia mai a vergognarti
di essere te stesso.
Sono nato uomo
perchè tu possa essere "dio".
Sono nato perseguitato
perchè tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità
perchè tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio
per portare tutti alla casa del Padre.
Lambert Noben
 
Posso solo chiedere ed augurare che il Signore doni in questo nuovo anno la forza ed il coraggio di mettere in pratica queste parole !!!!
 
 
 
 

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Auguri di buon CompleannoRosa rossa
June 13
Vito M.wrote:
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June 5
Vito M.wrote:
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May 29
Vito M.wrote:
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May 22
Vito M.wrote:
Ciao ti invio questa mia immagine per augurarti
un buon fine settimana.

 
 
 
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May 15
Vito M.wrote:
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May 8
ricardo_2
 
LA MADONNA TI PROTEGGA SEMPRE  A TE E TUTTI I TUOI CARI
ps:CLICCA L'IMMAGINE
by KATIA
May 8
lucettawrote:
Non ti dimentico e mi auguro che tu abbia l'energia e la forza per andare avanti....Un sorriso e un abbraccio.Lucetta
Apr. 30
Manolawrote:
Ciao. amica mia, come va....? Personalmente ho molto da fare e tanti problemi, però ti penso ogni quqalvolta entro inchiesa. Un bacio ed un abbraccio immenso. Come mai Claudia quando entro nel tuo blog sento una musica infernale? Forse è per quella specie di "chat" che ti hanno inserito nel guestbook??
Manola
Apr. 25
 
 
 
 
Apr. 25
Vito M.wrote:
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Apr. 24
Vito M.wrote:
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Apr. 17
CIAO CARA CLAUDIA.......................NON MI SONO SCORDATA DI TE........................COME POTREI???????????????
ANCHE IO STò PASSANDO UN PERIODO PARTICOLARE CON MIA MAMMA.......
MA NON VOGLIO COMUNQUE MANCARE AI SALUTI E GLI AUGUI PER UNA SANTA PASQUA SERENA E CON L'AIUTO DELLA VERGINE MARIA......................................AVREMO LA FORZA PER SUPERARE TUTTO........
TI ABBRACCIO FORTE.......................MAMYLELLA
Apr. 12
liriowrote:
 
Apr. 9
Vito M.wrote:
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Apr. 9
Spiritowrote:
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CON AFFETTO SPIRITO LIBERO^^KISS
Apr. 9
                                                        
 
AGGIUNGO LA MIA SOLIDARIETA' ALLA GENTE D'ABBRUZZO

PER LA TRAGEDIA CHE L'HA COLPITA

CERCHIAMO DI CONTRIBUIRE
PER QUANTO OGNUNO DI NOI POSSA FARE...

Aiutiamo vi prego, anche un piccolo gesto può fare tanto!!! 
 
Per donazioni tramite bonifico bancario:
Conto Corrente intestato a: Mediafriends
IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
Causale: terremoto Abruzzo
Dolce notte
Katia

Apr. 6
Spiritowrote:
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BUON INIZIO SETTIMANA CN AFFETTO SPIRITO LIBERO.KISS
Apr. 6
mery merywrote:
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Apr. 5
              

In alto le palme, in alto i cori di Osanna e in alto i cuori!

 Perché Gesù morirà e risorgerà non solo per chi lo ama ma anche per chi lo rinnega.

Profondo, imperscrutabile e incomparabile mistero d’amore.

Santa DOMENICA delle PALME X TE E TUTTA LA TUA FAMIGLIA

                                                   Katia

Apr. 4
Vito M.wrote:
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Apr. 3