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CLAUDIA64Dammi il supremo coraggio dell'Amore : questa è la mia preghiera !!! |
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April 15 IL SILENZIO......Il Silenzio è mitezza: Il Silenzio è umiltà: PASQUA...... auguri in ritardo....Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
È la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno.
Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima, che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo;
che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
È il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio, della disperazione, del peccato.
Siamo tombe alienate.
Ognuna col suo sigillo di morte.
Pasqua, allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi.
E se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto,
si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la risurrezione di Cristo.
Sudori, di brividi sulla pelle, di lacrime sul viso.
Sentieri fioriti dell'eterno che, per incrociare l'uomo, si fanno viottole terrene e passano dai nostri pozzi,
e si affacciano nelle nostre valli, e si inerpicano sui nostri colli, e sfiorano le nostre case.
Spero che questa Pasqua abbia fatto rotolare via
dai vostri cuori molti, moltissimi macigni!!!!
Ma Pasqua è oggi, è domani, è ogni giorno della nostra vita....
Ogni giorno durante il quale siamo illuminati
dalla luce di Gesù Risorto !!!!
Sia quindi sempre eternamente Pasqua
nei nostri cuori!!!!!!
April 02 2 Aprile 2005 - 2 aprile 2009PREGHIERA A MARIA DI GIOVANNI PAOLO II
Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti; l'innocenza dei bambini, la generosità e l'entusiasmo dei giovani, la sofferenza dei malati, gli affetti più veri coltivati nelle famiglie, la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l'angoscia di chi ricerca il senso vero dell'esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l'amore del Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell'apostolato e nelle opere di misericordia. E Tu, o Vergine Santa, fa' di noi altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo. Vogliamo che la nostra carità sia autentica, così da ricondurre alla fede gli increduli, conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti. Concedi, o Maria, alla comunità civile di progredire nella solidarietà, di operare con vivo senso della giustizia, di crescere sempre nella fraternità. Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo, per far risplendere davanti al mondo il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. Giovanni Paolo II March 26 VOGLIO RINGRAZIARTI SIGNORE.....Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte nei momenti di confidenza oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un'ala soltanto, l'altra la tieni nascosta... forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza me. Per questo mi hai dato la vita, perché io fossi tuo compagno di volo. Insegnami allora a librarmi con Te perché vivere non è trascinare la vita, non è strapparla, non è rosicchiarla: vivere è abbandonarsi come un gabbiano all'ebbrezza del vento; vivere è assaporare l'avventura della libertà, vivere è stendere l'ala, l'unica ala con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te. Ma non basta saper volare con Te, Signore: Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello, e aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi: non farmi più passare indifferente davanti al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te: soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un'ala di riserva. UN SALUTO A TUTTI GLI AMICI....Ci sono amici...ebbene si...
dopo questo lungo periodo di lontananza ...per lo più forzata....sono tornata !!!!
Questo è un periodo strano per me, duro e difficile....
Ora ... nonè che le cose vadano molto meglio... ma mi sono imposta di trovare la forza di reagire... di non sentirmi più un ramoscello secco trasportato dal vento...
Questo spaces che è sempre stato un pezzettino del mio cuore... voglio che torni a essere tale... e soprattuto ad essere il tramite con i mei specialissimi amici virtuali... che mi hanno sempre dato sostegno ed affetto molto reali però.....
Grazie a tutti amici.....
March 06 SECONDO VENERDI' DI QUARESIMA....Stamattina ho aperto il computer e tra messaggi ne ho trovato un dell’amico Francesco de Marco, Presidente del Gruppo “No alla Bestemmia” del quale faccio parte su Facebook.
L’ho letta tutta d’un fiato…. Poi l’ho riletta ancora.. e poi ancora…Fatelo anche voi amici ….
Come la controlleremo? Senti al telegiornale la traduzione di una donna che racconta di un uomo trovato morto nell'ospedale per l'influenza misteriosa.
March 03 Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio....Dalla liturgia di oggi, martedì della prima settimana di quaresima :
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». Meditazione sul PADRE NOSTRO
Non dire PADRE se ogni giorno non ti comporti da figlio. Non dire NOSTRO se vivi soltanto nel tuo egoismo. Non dire CHE SEI NEI CIELI se pensi solo alle cose terrene. Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME se non lo onori. Non dire VENGA IL TUO REGNO se lo confondi con il successo materiale. Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ se non l'accetti quando è dolorosa. Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE se non ti preoccupi della gente che ha fame e senza mezzi per vivere. Non dire PERDONA I NOSTRI DEBITI se conservi un rancore verso tuo fratello e non sei disposto a perdonare. Non dire NON CI INDURRE IN TENTAZIONE se hai intenzione di continuare a peccare e vivere nell'ambiguità. Non dire LIBERACI DAL MALE se non ti opponi alle opere malvagie. Non dire AMEN se non prendi sul serio le parole del PADRE NOSTRO! February 25 MERCOLEDI' DELLE CENERI : BUON INIZIO DI QUARESIMA !!!MESSAGGIO DEL SANTO PADRE "Gesù, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti,
Cari fratelli e sorelle! All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, "sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" (Preconio pasquale). Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere in particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore. Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,16-17). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98). Poiché tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò. Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia. Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332). Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I). La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40). La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio. Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15). Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale. Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: "Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti". Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc. Veritatis splendor, 21). La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo. Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell'attiva partecipazione all'Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale. Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria, Causa nostrae laetitiae, e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più "tabernacolo vivente di Dio". Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 11 Dicembre 2008 BENEDICTUS PP. XVI
February 24 TRISTISSIMA NOTIZIA.....PADRE MICHELANGELO E' TORNATO ALLA SUA CASA CELESTE....
La luce della tua anima, la tua luce, continui ad illuminare il nostro impervio cammino terreno.....
http://www.vcoazzurranews.info/index.php?option=com_content&task=view&id=4229&Itemid=215
E' MORTO PADRE MICHELANGELO martedì 24 febbraio 2009 Se ne è andato in punta di piedi. Padre Michelangelo Falcioni è morto ieri sera, alle 23.50, nella sua casa, il convento della Cappuccina, tra i suoi frati e le sue suore. Avrebbe compiuto 86 anni il prossimo primo luglio. Il suo cuore non ha retto all’ennesimo sforzo. La malattia che da tempo lo attanagliava ha preso il sopravvento sul suo debole corpo. Il linfoma, diagnosticato qualche mese fa, lo ha strappato alla vita. La notizia della morte del francescano è piombata sulla città di Domodossola destando molta commozione. Al suo nome sono legate molte opere realizzate nel popoloso quartiere della Cappuccina. Oggi, un’intera comunità religiosa piange il frate ,nato a Cuzzego di Beura, 85 anni orsono In lutto, soprattutto, i frati che assieme a lui hanno fondato il Centro Opere Cappuccina. A partire dal 1951, e sino ai primi anni novanta, a capo di quella che oggi è la Parrocchia di Sant’Antonio, il frate lavora sin da subito, per uno sviluppo urbanistico della zona. Un’area dominata dai ciottoli del fiume Bogna e sui quali qualche anno più tardi costruirà prima l’Asilo e poi la Chiesa dedicata a Sant’antonio da Padova. Più tardi nascerà anche la Casa del Fanciullo diventata, a metà anni novanta, una casa di accoglienza per giovani donne in difficoltà. Il suo impegno sociale lo porta a trovare i fondi per realizzare l’oratorio e gli impianti sportivi. Modesto, risoluto nel voler portare a termine le sue idee, motivato nel voler prestare aiuto al prossimo, Padre Michelangelo assieme ai padri cappuccini e alle suore di Sant’anna, è sempre stato in prima linea nel tendere una mano verso i più bisognosi. La sua amicizia con l’ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, lo aiuta alla realizzazione di un altro importante sogno: la creazione ad Osso di Croveo – in riva al Torrente Devero - di una colonia estiva per bimbi . Proprio l’ex capo dello Stato infatti, nella veste di Ministro dei Trasporti durante uno dei tanti governi di Pentapartito, regala al piccolo frate ossolano alcuni vagoni di treni ormai dimessi. In nome di questa amicizia anche il Presidente Scalfaro è atteso ai funerali che si terranno giovedì, alle 14.30, nella Parrocchia della Cappuccina. Domani, mercoledì, alle 20.30 ci sarà la veglia funebre. IMMENSO CORDOGLIO IN TUTTA LA PROVINCIA DEL VCO
Il cordoglio per la scomparsa di Padre Michelangelo ha pervaso l’intera provincia del Verbano Cusio Ossola. Testimonianze di un affetto profondo che il piccolo grande frate ha suscitato in tutti coloro che lo hanno conosciuto ed anche in quanti ne hanno rispettato i valori di vita. Valori che non si sono persi in semplici parole di fratellanza e di amore ma che si sono fatti concreti nelle tante opere realizzate da un uomo il cui sorriso resterà nel cuore della gente.
Di seguit, riportiamo, in versone integrale, i messaggi di cordoglio, giunti in redazione, per la scomparsa di Padre Michelangelo: Il presidente Ravaioli ha espresso con un telegramma, a nome personale e di tutta la giunta provinciale, cordoglio per la scomparsa di padre Michelangelo Falcioni. “Ho avuto modo – aggiunge Ravaioli alla formula di rito espressa nel telegramma – nei cinque anni passati alla testa dell’Amministrazione provinciale, di approfondire la quantità e la qualità delle opere realizzate alla Cappuccina e ad Osso di Croveo dal frate cappuccino. Abbiamo seguito con interesse i progetti di padre Michelangelo e dei suoi collaboratori”. “L’impegno sociale di padre Michelangelo si è caratterizzato nel segno dell’accoglienza alle persone che migravano in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Un esempio di operosa ospitalità quanto mai attuale ai giorni nostri, caratterizzati da grandi flussi migratori” conclude Ravaioli. “La Città di Domodossola perde uno dei suoi concittadini più illustri ed importanti, un uomo che ha cambiato il volto della Domodossola del dopoguerra contribuendo in maniera determinante alla crescita di una comunità” così il Sindaco di Domodossola Michele Marinello sulla figura di padre Michelangelo, scomparso in queste ore. Aggiunge il Sindaco: “sono convinto che la straordinaria figura di questo frate minuto e armato di una fede incrollabile, determinato e pugnace, rigoroso e audace, devoto e combattivo verrà ricordata per decenni: per le sue opere straordinarie, per la sua testimonianza, per il suo esempio, per l’aiuto offerto a generazioni di domesi, per un quartiere che, in fondo, da lui ha preso il nome diventando, grazie alla sua guida morale, spirituale ed umana, uno dei più popolosi ed importanti di Domodossola”. “Ci lascia uno dei Padri Fondatori della Domodossola moderna, un patriarca, un autentico capostipite che riusciremo a valutare nella sua grandezza soltanto quando saremo riusciti a considerare il vuoto che lascia, un vuoto enorme”. “Padre Michelangelo ha saputo interpretare la propria missione sacerdotale privilegiando l’uomo, i suoi problemi, le sue necessità, riversando su qualunque bisognoso che bussava al convento, a qualsiasi ora del giorno e della notte, un amore fraterno e incondizionato”. “Cittadino onorario, Padre Michelangelo è stato protagonista assoluto dell’integrazione della Cappuccina, che nasce come quartiere ad altissimo tasso di immigrazione, soprattutto dalla Calabria, nel tessuto sociale di Domodossola”. “Ora che il processo di integrazione è compiuto e che la Cappuccina non è più periferia ma parte integrante e attivissima della nostra città possiamo finalmente apprezzare l’opera di chi iniziò questo percorso alla metà del secolo scorso e riconoscerne grandezza e lungimiranza: credo che siano tante le generazioni di domesi a dovergli molto, moltissimo”. “Esprimo vicinanza a Padre Fausto, suo successore alla guida della Parrocchia di S. Antonio, ai Padri Cappuccini suoi confratelli, penso soprattutto a Padre Vincenzo e a Padre Leone per citare quelli che con lui hanno maggiormente condiviso il lungo cammino al servizio del prossimo, alle Suore di S. Giuseppe, a tutta la comunità parrocchiale, a tutti coloro che lo hanno conosciuto ed amato e che ora, come è giusto, lo piangono”. Il Presidente Massimo Nobili ha espresso, a nome del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Comunitaria del VCO, le più sentite condoglianze per la scomparsa di Padre Michelangelo. Padre Michelangelo - dichiara il Presidente Nobili - è stata una figura di riferimento non solo per il mondo cattolico, ma soprattutto per tutte quelle persone che negli anni hanno potuto contare sulla sua disponibilità e sul suo impegno nel mondo della solidarietà. Dimostrando grande intuito sociale e determinazione nell'ottenere, tra le altre iniziative, i vagoni ferroviari dall'allora Ministro dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro, ha realizzato a Croveo l'ormai famoso "Treno dei Bimbi"; e con attenzione alle possibilità offerte dalla tecnologia ha costituito Radio San Francesco, che oggi svolge un significativo ruolo di informazione istituzionale, oltre che ludica, nel territorio dell'Ossola. Un "piccolo frate" energico e risoluto nel realizzare quelli che sono i valori della solidarietà, che stanno alla base dell'attività filantropica della Fondazione Comunitaria del VCO. Rinnovando le mie condoglianze - conclude il Presidente Nobili - esprimo vicinanza ai Frati Cappuccini di Domodossola, a Padre Vincenzo e a Padre Fausto, a tutta la comunità parrocchiale a tutti coloro che con noi oggi lo stanno piangendo, con la convinzione che non possiamo e non dobbiamo interrompere il percorso che Padre Michelangelo aveva iniziato, e che in sua memoria dobbiamo continuare nel solco della misericordia cristiana. February 17 LE PERSONE SONO UN DONO.....Le persone sono doni che Dio creatore ci manda... imballate.
February 16 LA LEBBRA DELL'ANIMA.....Dall' "ANGELUS di ieri : I peccati non confessati ci allontano da Dio e producono la morte dell'anima. Così Benedetto XVI ha ribadito all'Angelus il valore della riconciliazione sacramentale, un passo necessario per tornare vicini a Dio, che è pronto a purificarci e “restituirci alla comunione”. L’episodio evangelico del lebbroso guarito da Gesù è stato rammentato oggi da Benedetto XVI per tornare a raccomandare ai fedeli la pratica della confessione sacramentale. Alle 20mila persone presenti in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus, in una giornata limpida, ma fredda, il Papa ha spiegato il significato anche storico della frase pronunciata da Gesù al malato: “Sii purificato”. “Secondo l’antica legge ebraica (cfr Lv 13-14), la lebbra era considerata non solo una malattia, ma la più grave forma di “impurità”. Era compito dei sacerdoti diagnosticarla e dichiarare immondo il malato, il quale doveva essere allontanato dalla comunità e stare fuori dall’abitato, fino all’eventuale e ben certificata guarigione. La lebbra perciò costituiva una sorta di morte religiosa e civile, e la sua guarigione una specie di risurrezione. Nella lebbra è possibile intravedere un simbolo del peccato, che è la vera impurità del cuore, capace di allontanarci da Dio. Non è in effetti la malattia fisica della lebbra, come prevedevano le vecchie norme, a separarci da Lui, ma la colpa, il male spirituale e morale”. “I peccati che commettiamo – ha detto poi - ci allontanano da Dio, e, se non vengono confessati umilmente confidando nella misericordia divina, giungono sino a produrre la morte dell’anima. Questo miracolo riveste allora una forte valenza simbolica. Gesù, come aveva profetizzato Isaia, è il Servo del Signore che “si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori” (Is 53,4). Nella sua passione, diventerà come un lebbroso, reso impuro dai nostri peccati, separato da Dio: tutto questo farà per amore, al fine di ottenerci la riconciliazione, il perdono e la salvezza. Nel Sacramento della Penitenza Cristo crocifisso e risorto, mediante i suoi ministri, ci purifica con la sua misericordia infinita, ci restituisce alla comunione con il Padre celeste e con i fratelli, ci fa dono del suo amore, della sua gioia e della sua pace”. February 13 L'ALPINISTA.....Si racconta che un alpinista, dopo lunghi anni di preparazione, decise di realizzare il suo sogno e di scalare una montagna molto alta. Volendo tutta la gloria per sé, decise di andarci da solo. Non temere. Io sono con te." SAPERSI ABBANDONARE ......L’abbandono completo in Dio infonde un grande coraggio e pace, perché chi si abbandona sa che è Dio, e non tanto lui, a guidare e disporre ogni vicenda della sua vita. Noi spesso dobbiamo chiederci come pregare, come discernere un problema, o fare una scelta di vita secondo la volontà di Dio, come crescere e migliorare…Invece chi possiede il segreto dell’abbandono non si pone tutti questi interrogativi. Si rivolge semplicemente a Dio con un “eccomi”.L’abbandono rende saggi. Si vive nel momento presente, conoscendo la stupidità e l’inutilità del fuggire dal piano di Dio. Gesù ci ha lasciato nelle parole e nell’esempio il primo insegnamento vivo della preghiera di abbandono. La sua vita di insegnamento si apre con un “Ecco vengo… per fare, o Dio, la Tua volontà”, e si conclude con “Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito”.
L’abbandonarsi a Dio può diventare non solo un modo saltuario di pregare, ma un continuo atteggiamento di vita, una preghiera continua. February 11 PREGHIERA A NOSTRA SIGNORA DI LOURDESMaria, tu sei apparsa a Bernadette nella fenditura Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite, Tu che sei l’Immacolata Concezione, Guidaci alle sorgenti della vera Vita. In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose: Con Bernadette, noi ti preghiamo, o Maria, Gloria a te, o Vergine Maria, Amen! LA'.... DOVE IL CIELO INCONTRA LA TERRA.....11 FEBBRAIO BEATA VERGINE MARIA DI LOURDES
Solo da quattro anni Pio IX aveva additato alla Chiesa il segno luminoso della potenza salvatrice accordata dal Padre al Redentore: Maria, sua Madre, ripiena di Spirito Santo, totalmente preservata dal peccato, è Immacolata. L’11 febbraio 1858, Maria si manifestò come « l’Immacolata » a Bernardetta Soubirous nella grotta di Massabielle negli alti Pirenei, per ben 18 volte fino al 16 luglio.
Il perenne «miracolo» di Lourdes è l’Eucaristia. Al di là del « fenomeno » religioso rimangono gli effetti del messaggio fondamentale del Vangelo, richiamato con forza da Maria: la «conversione», e del grande gesto di Cristo: dare il proprio corpo e il proprio sangue» per la salvezza degli uomini. L’accettazione gioiosa della sofferenza insieme con Cristo da parte degli ammalati, la dedizione ammirevole di tanti giovani ai poveri e ai sofferenti, il «clima» ininterrotto di intensa preghiera, a Lourdes, non sono comprensibili se non alla luce della Messa che nella «cittadella di Maria» è al primo posto, sempre. E Cristo nell’Eucaristia passa benedicente fra i malati, annunciatore e realizzatore di una salvezza più profonda.
Una Signora mi ha parlato
Dalla « Lettera » di santa Maria Bernardetta Soubirous, vergine
(Lettera a P. Gondrand, a. 1861; cfr. A. Ravier, Les écrits de sainte Bernadette, Paris, 1961, pp. 53-59)
Un giorno, recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. Vidi una Signora rivestita di vesti candide. Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d’oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo a un abbaglio. Misi le mani in grembo, dove trovai la mia corona del rosario. Volli anche farmi il segno della croce sulla fronte, ma non riuscii ad alzare la mano, che mi cadde. Avendo quella Signora fatto il segno della croce, anch’io, pur con mano tremante, mi sforzai e finalmente vi riuscii. Cominciai al tempo stesso a recitare il rosario, mentre anche la stessa Signora faceva scorrere i grani del suo rosario senza tuttavia muovere le labbra. Terminato il rosario la visione subito scomparve.
Domandai alle due fanciulle se avessero visto qualcosa, ma quelle dissero di no; anzi mi interrogarono cosa avessi da rivelare loro. Allora risposi di aver visto una Signora in bianche vesti, ma non sapevo chi fosse. Le avvertii però di non farne parola. Allora anch’esse mi esortarono a non tornare più in quel luogo, ma io mi rifiutai.
Vi ritornai pertanto la domenica, sentendo di esservi interiormente chiamata.
Quella Signora mi parlò soltanto la terza volta e mi chiese se volessi recarmi da lei per quindici giorni. Io le risposi di sì. Ella aggiunse che dovevo esortare i sacerdoti perché facessero costruire là una cappella; poi mi comandò di bere alla fontana. Siccome non ne vedevo alcuna, andavo verso il fiume Gave, ma ella mi fece cenno che non parlava del fiume e mi mostrò col dito una fontana. Recatami là, non trovai se non poca acqua fangosa. Accostai la mano, ma non potei prender niente; perciò cominciai a scavare e finalmente potei attingere un pò d’acqua; la buttai via per tre volte, alla quarta invece potei berla. La visione allora scomparve, ed io me ne tornai verso casa.
Per quindici giorni però ritornai colà e la Signora mi apparve tutti i giorni tranne un lunedì e un venerdì, dicendomi di nuovo di avvertire i sacerdoti che facessero costruire là una cappella di andare a lavarmi alla fontana e di pregare per la conversione dei peccatori. Le domandai più volte chi fosse, ma sorrideva dolcemente. Alla fine, tenendo le braccia levate ed alzando gli occhi al cielo mi disse di essere l’Immacolata Concezione.
Nello spazio di quei quindici giorni mi svelò anche tre segreti, che mi proibì assolutamente di rivelare ad alcuno cosa che io ho fedelmente osservato fino ad oggi.
February 10 11 Febbraio 2009 : XVII Giornata Mondiale del MalatoMESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Cari fratelli e sorelle! la Giornata Mondiale del Malato, che ricorre il prossimo 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes, vedrà le Comunità diocesane riunirsi con i propri Vescovi in momenti di preghiera, per riflettere e decidere iniziative di sensibilizzazione circa la realtà della sofferenza. L’Anno Paolino, che stiamo celebrando, offre l’occasione propizia per soffermarsi a meditare con l’apostolo Paolo sul fatto che, "come abbondano le sofferenze del Cristo in noi, così per mezzo di Cristo abbonda anche la nostra consolazione" (2 Cor 1,5). Il collegamento spirituale con Lourdes richiama inoltre alla mente la materna sollecitudine della Madre di Gesù per i fratelli del suo Figlio "ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata" (Lumen gentium, 62). Quest’anno la nostra attenzione si volge particolarmente ai bambini, le creature più deboli e indifese e, tra questi, ai bambini malati e sofferenti. Ci sono piccoli esseri umani che portano nel corpo le conseguenze di malattie invalidanti, ed altri che lottano con mali oggi ancora inguaribili nonostante il progresso della medicina e l’assistenza di validi ricercatori e professionisti della salute. Ci sono bambini feriti nel corpo e nell’anima a seguito di conflitti e guerre, ed altri vittime innocenti dell’odio di insensate persone adulte. Ci sono ragazzi "di strada", privati del calore di una famiglia ed abbandonati a se stessi, e minori profanati da gente abietta che ne viola l’innocenza, provocando in loro una piaga psicologica che li segnerà per il resto della vita. Non possiamo poi dimenticare l’incalcolabile numero dei minori che muoiono a causa della sete, della fame, della carenza di assistenza sanitaria, come pure i piccoli esuli e profughi dalla propria terra con i loro genitori alla ricerca di migliori condizioni di vita. Da tutti questi bambini si leva un silenzioso grido di dolore che interpella la nostra coscienza di uomini e di credenti. La comunità cristiana, che non può restare indifferente dinanzi a così drammatiche situazioni, avverte l’impellente dovere di intervenire. La Chiesa, infatti, come ho scritto nell’Enciclica Deus caritas est, "è la famiglia di Dio nel mondo. In questa famiglia non deve esserci nessuno che soffra per mancanza del necessario" (25, b). Auspico, pertanto, che anche la Giornata Mondiale del Malato offra l’opportunità alle comunità parrocchiali e diocesane di prendere sempre più coscienza di essere "famiglia di Dio", e le incoraggi a rendere percepibile nei villaggi, nei quartieri e nelle città l’amore del Signore, il quale chiede "che nella Chiesa stessa, in quanto famiglia, nessun membro soffra perché nel bisogno" (ibid.). La testimonianza della carità fa parte della vita stessa di ogni comunità cristiana. E fin dall’inizio la Chiesa ha tradotto in gesti concreti i principi evangelici, come leggiamo negli Atti degli Apostoli. Oggi, date le mutate condizioni dell’assistenza sanitaria, si avverte il bisogno di una più stretta collaborazione tra i professionisti della salute operanti nelle diverse istituzioni sanitarie e le comunità ecclesiali presenti sul territorio. In questa prospettiva, si conferma in tutto il suo valore un’istituzione collegata con la Santa Sede qual è l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che celebra quest’anno i suoi 140 anni di vita. Ma c’è di più. Poiché il bambino malato appartiene ad una famiglia che ne condivide la sofferenza spesso con gravi disagi e difficoltà, le comunità cristiane non possono non farsi carico anche di aiutare i nuclei familiari colpiti dalla malattia di un figlio o di una figlia. Sull’esempio del "Buon Samaritano" occorre che ci si chini sulle persone così duramente provate e si offra loro il sostegno di una concreta solidarietà. In tal modo, l’accettazione e la condivisione della sofferenza si traduce in un utile supporto alle famiglie dei bambini malati, creando al loro interno un clima di serenità e di speranza, e facendo sentire attorno a loro una più vasta famiglia di fratelli e sorelle in Cristo. La compassione di Gesù per il pianto della vedova di Nain (cfr Lc 7,12-17) e per l’implorante preghiera di Giairo (cfr Lc 8,41-56) costituiscono, tra gli altri, alcuni utili punti di riferimento per imparare a condividere i momenti di pena fisica e morale di tante famiglie provate. Tutto ciò presuppone un amore disinteressato e generoso, riflesso e segno dell’amore misericordioso di Dio, che mai abbandona i suoi figli nella prova, ma sempre li rifornisce di mirabili risorse di cuore e di intelligenza per essere in grado di fronteggiare adeguatamente le difficoltà della vita. La dedizione quotidiana e l’impegno senza sosta al servizio dei bambini malati costituiscono un’eloquente testimonianza di amore per la vita umana, in particolare per la vita di chi è debole e in tutto e per tutto dipendente dagli altri. Occorre affermare infatti con vigore l’assoluta e suprema dignità di ogni vita umana. Non muta, con il trascorrere dei tempi, l’insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza. E’ a Gesù crocifisso che dobbiamo volgere il nostro sguardo: morendo in croce Egli ha voluto condividere il dolore di tutta l’umanità. Nel suo soffrire per amore intravediamo una suprema compartecipazione alle pene dei piccoli malati e dei loro genitori. Il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, che dell’accettazione paziente della sofferenza ha offerto un esempio luminoso specialmente al tramonto della sua vita, ha scritto: "Sulla croce sta il «Redentore dell'uomo», l'Uomo dei dolori, che in sé ha assunto le sofferenze fisiche e morali degli uomini di tutti i tempi, affinché nell'amore possano trovare il senso salvifico del loro dolore e risposte valide a tutti i loro interrogativi" (Salvifici doloris, 31). Desidero qui esprimere il mio apprezzamento ed incoraggiamento alle Organizzazioni internazionali e nazionali che si prendono cura dei bambini malati, particolarmente nei Paesi poveri, e con generosità e abnegazione offrono il loro contributo per assicurare ad essi cure adeguate e amorevoli. Rivolgo al tempo stesso un accorato appello ai responsabili delle Nazioni perché vengano potenziate le leggi e i provvedimenti in favore dei bambini malati e delle loro famiglie. Sempre, ma ancor più quando è in gioco la vita dei bambini, la Chiesa, per parte sua, si rende disponibile ad offrire la sua cordiale collaborazione nell’intento di trasformare tutta la civiltà umana in «civiltà dell’amore» (cfr Salvifici doloris, 30). Concludendo, vorrei esprimere la mia vicinanza spirituale a tutti voi, cari fratelli e sorelle, che soffrite di qualche malattia. Rivolgo un affettuoso saluto a quanti vi assistono: ai Vescovi, ai sacerdoti, alle persone consacrate, agli operatori sanitari, ai volontari e a tutti coloro che si dedicano con amore a curare e alleviare le sofferenze di chi è alle prese con la malattia. Un saluto tutto speciale è per voi, cari bambini malati e sofferenti: il Papa vi abbraccia con affetto paterno insieme con i vostri genitori e familiari, e vi assicura uno speciale ricordo nella preghiera, invitandovi a confidare nel materno aiuto dell’Immacolata Vergine Maria, che nel passato Natale abbiamo ancora una volta contemplato mentre stringe con gioia tra le braccia il Figlio di Dio fatto bambino. Nell’invocare su di voi e su ogni malato la materna protezione della Vergine Santa, Salute degli Infermi, a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 2 Febbraio 2009
BENEDICTUS PP. XVI ORA DIO LA TIENE PER MANO....O Dio, amante e fonte della vita, noi ti lodiamo, ti glorifichiamo, Da te illuminati, o luce del mondo, E Gesù disse : "avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero ... malato e mi avete visitato” (Mt 25,35-36).
"Nessuna autorità umana, neppure lo Stato, può giustificare moralmente l'uccisione dell'innocente. Tale tragica trasformazione di un delitto in diritto è indice di preoccupante decadenza di una civiltà" (Giovanni Paolo II – 22 maggio 1998)
ADESSO PERO' VOGLIAMO SAPERE TUTTO.....EDITORIALE DI "AVVENIRE" di oggi Martedì 10 febbraio 2009..... da leggere assolutamente !!!!
Adesso però vogliamo sapere tutto Eluana è stata uccisa. Davanti alla morte le parole tornano nude. Non consentono menzogne, non tollerano mistificazioni. E se noi – oggi – non le scrivessimo, queste parole nude e vere, se noi – oggi – non chiamassimo le cose con il loro nome, se noi – oggi – non gridassimo questa tristissima verità, non avremmo più titolo morale per parlare ai nostri lettori, ai nostri concittadini, ai nostri figli. Non saremmo cronisti, e non saremmo nemmeno uomini. Marco Tarquinio Editoriale di “Avvenire” del 10/02/2008 February 04 PER LA VITA... SEMPRE... COMUNQUE....Racconto di un diacono :
Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.
Il vero amore é l'accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará. ma di come danzare nella pioggia CON ELUANA, MA PER LA VITA....Mi sono iscritta ad un gruppo su Facebook, forse uno dei tanti che stanno nascendo in questi giorni.
Ho trovato uno scritto che penso valga proprio la pena di leggere.....
Non servono altri commenti !!!!!!! Li lascio tutti ai vostri cuori !!!!!
Parla la vedova Coletta: Da AVVENIRE del 4 Febbraio 2009 Pino Ciociola February 02 NOVENA ALLA MADONNA DI LOURDES...Amici carissimi di blog, tra pochi giorni, esattamente l' 11 febbraio, ricorrerà l'anniversario della prima apparizione della Madonna a Lourdes, esattamente 151 anni fa.....Come ben sapete, lo scorso luglio ho avuto il privilegio di poter andare per la prima volta nella mia vita a Lourdes... là è rimasto il mio cuore.... davanti a quella grotta la mia vita è cambiata.... Vi invito tutti di cuore, a unirvi a me nella recita di questa Novena :
NOVENA ALLA MADONNA DI LOURDES (11 febbraio)
Preghiamo: Signore Gesù, noi ti benediciamo e ti ringraziamo per tutte le grazie che, per mezzo della Madre tua a Lourdes, hai sparso sul tuo popolo in preghiera e sofferente. Fa che anche noi, per l'intercessione di Nostra Signora di Lourdes, possiamo aver parte di questi beni per meglio amarti e servirti! Amen.
January 19 SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANIMediatazione del 19 gennaio 2009
Tratto dal materiale distribuito dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ( fonte www.zenit.org – Il mondo visto da Roma ) La guerra e la violenza sono ancora i maggiori ostacoli a quell'unità voluta da Dio per l'umanità. Dopotutto, la guerra e la violenza sono il risultato di una divisione non sanata, che esiste in noi stessi, e dell'arroganza umana che impedisce di ritrovare il reale fondamento della nostra esistenza. I cristiani della Corea desiderano ardentemente mettere fine a più di cinquanta anni di separazione fra la Corea del Nord e la Corea del Sud, e vedere la pace consolidata nel mondo. La precarietà che prevale nella penisola coreana non solo rappresenta il dolore dell'unica nazione al mondo ancora divisa, ma simboleggia anche i meccanismi della divisione, dell'ostilità e della vendetta che affliggono l'umanità. Come si può mettere fine a questa spirale di guerra e di violenza? Gesù ci mostra la forza che può fermare il circolo vizioso della violenza e dell'ingiustizia anche nella più brutale delle situazioni. Ai suoi discepoli, che rispondono alla violenza e reagiscono secondo la logica del mondo, paradossalmente, Egli insegna la rinuncia alla violenza (cfr. Mt 26, 51-52). Gesù svela la verità sulla violenza umana. Fedele al Padre, Egli muore sulla croce per salvarci dal peccato e dalla morte. La croce rivela il paradosso e il conflitto inerenti a Gesù fattosi uomo. La morte violenta di Gesù marca l'inizio di una nuova creazione, che inchioda il peccato umano, la violenza e la guerra proprio a quella croce. Gesù Cristo insegna una non violenza basata non sul semplice umanitarismo; insegna il ristabilimento della creazione di Dio, la speranza e la fede nella venuta finale dei nuovi cieli e della nuova terra. Questa speranza, fondata sulla vittoria finale di Gesù sulla morte, ci incoraggia a perseverare nella ricerca dell'unità dei cristiani, per contrastare più efficacemente ogni forma di guerra e di violenza.
Preghiera: O Signore, che hai dato te stesso sulla croce per l'unità del genere umano, ti offriamo la nostra natura umana deturpata dall'egoismo, dall'arroganza, dalla vanità e dal risentimento. O Signore, non abbandonare gli oppressi che soffrono per le tante forme di violenza, di avversione e di odio, vittime di erronee credenze e ideologie di conflitto. O Signore, nella tua compassione tendici la mano, e prenditi cura del tuo popolo, cosicché possiamo gustare pienamente la pace e la gioia, nell'ordine della tua creazione. O Signore, fa' che tutti i cristiani possano operare insieme per portare la tua giustizia nel mondo. Dacci il coraggio di aiutare il nostro prossimo a portare la croce, invece che mettere la nostra sulle loro spalle. Signore, insegnaci la saggezza di trattare i nostri nemici con amore, invece che con odio. Amen. I RAGAZZI DEL NOSTRO ORATORIO....Carissimi amici, voglio condividere con voi l'articolo che mi hanno pubblicato sulla locale stampa diocesana (Il Popolo dell'Ossola) in merito ad una bellissima serata che si è tenuta nel nostro paese organizzata dal Gruppo Giovani del nostro oratorio.
PIEVE VERGONTE : COME… ANZI MEGLIO DI BROADWAY !!!! E’ non è assolutamente una provocazione, anzi !!! E’ certamente e realisticamente quello che hanno pensato i numerosissimi spettatori che Sabato 27 Dicembre scorso hanno gremito il Salone M.Massari di Pieve Vergonte per assistere ad uno straordinario e stupefacente spettacolo. L’ormai consolidato “Gruppo Giovani dell’ Oratorio di Pieve Vergonte ” ha dato così vita ad una serata all’insegna dello spettacolo e della musica, regalando a tutti presenti due ore di vero e sano divertimento. Se l’esibizione estiva che ci avevano già magistralmente proposto al termine del Grest la scorsa estate poteva essere considerata un primo approccio ed un banco di prova delle loro capacità, quest’ultima esibizione non ha fatto altro che confermare e convalidare il vero talento dei nostri ragazzi, accompagnato da un buona dose di buona volontà, di grande impegno e tenacia. Abbiamo così potuto assistere alla rappresentazione di MUSICAL storici che hanno segnato la storia di questo genere teatrale e più moderni e vicini ai nostri tempi. Ad aprire lo spettacolo quindi un classico del calibro di “Sette spose per sette fratelli” seguito dall’altrettanto celeberrimo “Aggiungi un posto a tavola “. Scelte sicuramente impegnative e non facili anche per attori provetti ed esperti ma, i nostri ragazzi hanno avuto l’indubbia bravura e capacità di estrapolare e rappresentare i punti salienti e rilevanti delle storie, sia nella scelta dei brani musicali, come della coreografie e dando il giusto rilievo alla parte ironica delle opere, strappando al pubblico presente scroscianti applausi a scena aperta e fragorose risate.
Nell’intervallo tra la prima e la seconda parte, un vero “spettacolo” nello spettacolo.
L’esibizione canora del pievesissimo (passatemi il temine) Mattia Rossi accompagnato al pianoforte dal Maestro Sandro Gaspari ha lasciato ancora una volta a bocca aperta tutti i presenti e soprattutto i pochissimo che forse non avevano ancora avuto il piacere di ascoltare ed apprezzare le sue straordinarie capacità vocali. Con un repertorio molto impegnativo, il giovanissimo Mattia ha letteralmente estasiato il pubblico che gli ha tributato fragorosi applausi e ovazioni, con una magistrale esecuzione di brani classici come “Non ti scordar di me” e “Caruso” adattissimi a mettere i luce le sue straordinarie doti vocali. La seconda parte dell’esibizione Mattia ci ha proposto brani incredibilmente coinvolgenti ed emozionanti quali “Mamma”, “Astro del Ciel…” e una bellissima e toccante “Ave Maria” del compositore Caccini . Un vero talento naturale quello di Mattia, accompagnato da una grandissima dose di passione per il canto, di dedizione, di applicazione e studio che ne faranno sicuramente un grande personaggio di cui sentiremo sicuramente parlare ad alti livelli molto presto. E vista la sua giovanissima età (Mattia frequenta la prima media presso la Scuola di Pieve Vergonte) ci sono certamente tutti i presupposti perché le sue sorprendenti capacità e la naturale predisposizione al canto ne facciamo un’interprete di prim’ordine degno di salire sui più importanti palcoscenici ad ai più alti livelli . E per tutti coloro che non hanno partecipato allo spettacolo pievese, negli ultimi giorni possono avere avuto l’occasione di ammirare ed apprezzare il nostro giovane artista nei diversi passaggi televisivi della locale Tele VCO Azzura, nel quale sono stati proposti in diverse occasione brani e anche una intervista del bravissimo Mattia. Da noi tutti quindi , in particolare pievesi e non, calorosissima auguri per la carriera di Mattia e la certezza che sentiremo presto e spesso parlare di lui !!!!
Terminata l’esibizione di Mattia, la seconda parte del Musical dei nostri giovani ha riservato altrettante emozioni. La divertentissima parodia in chiave musical del noto ed amato cartone “Gli Aristogatti” è stata veramente singolare ed eccezionale. E per concludere una altrettanto azzeccata interpretazione di uno tra i più celeberrimi eventi musicali degli ultimi anni ha letteralmente mandato in visibilio il pubblico : L’ “High School Musical 2” pievese non aveva certamente niente da invidiare all’originale anzi, forse una marcia in più : la simpatia innata dei nostrani Troy Bolton e Gabriella !!!
Un trionfo giusto e meritato quindi per i nostri ragazzi e, un successo così, certamente non si improvvisa. Infatti i nostri giovani da mesi stavano preparando con cura meticolosa lo spettacolo, dedicando alle prove ogni minuto del loro tempo libero, passando serate a creare ed imparare le coreografie ed i balletti , trasformando il nostro oratorio in un vero teatro di Broadway. Ed il risultato è stato veramente apprezzato da tutto il numerosissimo pubblico presente !!!! Che dire quindi : Bravi è certamente troppo poco !!! Bravi per averci regalato una serata deliziosa, all’insegna del divertimento e della buona musica. Bravi per l’impegno, la dedizione e la passione dimostrata in un campo dello spettacolo decisamente non facile, e bravi anche per la cura e l’attenzione nella preparazione delle scene, dei costumi, delle luci e della regia dello spettacolo, per la spigliatezza , la disinvoltura e la spontaneità. Bravi per aver dimostrato anche ai meno giovani che non serve fare cose “strane” o fuori dagli schemi per divertirsi, non serve fare a tutti costi le ore piccolissime o rischiare la vita, ma a volte basta, molto semplicemente, un bel gruppo di amici con la voglia di condividere sogni ed ideali. Bravi infine a tutti coloro che, in modi diversi, hanno permesso il realizzarsi di questo ambizioso progetto : a Don Simone, regista occulto e capace supervisore, come anche a Don Giacomo e alla parrocchia per aver mezzo a disposizione i locali e le strutture dell’oratorio per le prove e tutte le fasi preparatorie, e un brava e un accorato grazie alla costumista e truccatrice che vuole rimanere nell’anonimato. Ed un ringraziamento all’amministrazione comunale, per la disponibilità del salone M.Massari ed al Sindaco M.G.Medali e Vicesindaco P.Gentile per aver presenziato alla rappresentazione. Ora i nostri ragazzi sino pronti per ulteriori grandi performance che li porteranno ad esibirsi anche in trasferte fuori paese. Un grazie quindi sentito e di cuore per quanto realizzato dal nostro “Gruppo Giovani Oratorio” e l’augurio di tutto il pubblico di poter quanto prima apprezzare e ammirare le doti dei nostri giovani in nuove ed entusiasmati produzioni artistiche.
Un ultimo fragoroso applauso quindi a questi splendidi ragazzi anche da tutto il mondo web !!!! GRAZIE !!!
January 15 PAROLE DI GESU' ALL'ANIMA....Amami come sei .....( di Mons.Lebrun)
Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: Dammi il tuo cuore, amami come sei... Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non ricommettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei... Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l'Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che io Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore di poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno ne' della tua scienza, ne' del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perché ti ho creato soltanto per l'amore. Conto su di te per darmi gioia... Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare... Ma ricordati... amami come sei... Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.
January 14 PERCHE' SONO NATO, DICE DIO.....Carissimi amici non poi così tanto virtuali... anzi !!! Durante queste feste motivi ed intoppi pratici nonchè tecnici mi hanno tenuta lontana dal computer. Ho trovato molti, moltissimi straordinari messaggi e auguri ai quali risponderò quanto prima.
Ma, anche se in imperdonabile ritardo (e mi scuso veramente) mando a tutti voi i mie più cari sinceri affettuosi auguri nella speranza che questo nuovo anno veda il realizzarsi di tutti i vostri desideri, progetti, sogni, aspettative e vi porti soprattutto tanta tantissima serenità nel cuore e nell'anima.
Forse stiamo ancora respirando aria di Natale, nel cuore coccoliamo ancora tutti la nascita di Nostro Signore, la scorsa domenica abbiamo festeggiato il suo battesimo... e allora dedico a tutti, e a me stessa, questa splendida poesia, perchè non è sufficente ricordarsi che Gesù è nato per noi solo il giorno di Natale. Gesù nasce e continuerà a nascere PER NOI ogni giorno, ogni istante, per sempre.....
PERCHE'SONO NATO, DICE DIO...
Son nato nudo, dice Dio
perchè tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero
perchè tu possa considerarmi la tua unica ricchezza.
Sono nato in una stalla
perchè tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio
perchè tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perchè tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte
perchè tu creda che posso illuminare
qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio
perchè tu non abbia mai a vergognarti
di essere te stesso.
Sono nato uomo
perchè tu possa essere "dio".
Sono nato perseguitato
perchè tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità
perchè tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio
per portare tutti alla casa del Padre.
Lambert Noben
Posso solo chiedere ed augurare che il Signore doni in questo nuovo anno la forza ed il coraggio di mettere in pratica queste parole !!!!
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Benvenuto nel mio Spaces!
sono contenta che tu sia venuto a trovarmi.
lasciami un tuo messaggio !!!! Sarà per me una grande gioia ....
Vito M.wrote:
July 3
Vito M.wrote:
June 26
Vito M.wrote:
June 20
Giorgiowrote:
Auguri di buon Compleanno
June 13
Vito M.wrote:
June 5
Vito M.wrote:
May 29
Vito M.wrote:
May 22
Vito M.wrote:
May 15
Vito M.wrote:
May 8
Katia rosa bluwrote:
May 8
lucettawrote:
Apr. 30
Manolawrote:
Ciao. amica mia, come va....? Personalmente ho molto da fare e tanti problemi, però ti penso ogni quqalvolta entro inchiesa. Un bacio ed un abbraccio immenso. Come mai Claudia quando entro nel tuo blog sento una musica infernale? Forse è per quella specie di "chat" che ti hanno inserito nel guestbook??
Manola
Apr. 25
annawrote:
Apr. 25
Cieli infinitiwrote:
![]() ![]()
Apr. 25
Vito M.wrote:
Apr. 24
Vito M.wrote:
Apr. 17
mamylella ZANINIwrote:
CIAO CARA CLAUDIA.......................NON MI SONO SCORDATA DI TE........................COME POTREI???????????????
ANCHE IO STò PASSANDO UN PERIODO PARTICOLARE CON MIA MAMMA.......
MA NON VOGLIO COMUNQUE MANCARE AI SALUTI E GLI AUGUI PER UNA SANTA PASQUA SERENA E CON L'AIUTO DELLA VERGINE MARIA......................................AVREMO LA FORZA PER SUPERARE TUTTO........
TI ABBRACCIO FORTE.......................MAMYLELLA
Apr. 12
liriowrote:
Apr. 9
Vito M.wrote:
Apr. 9
Spiritowrote:
Apr. 9
Katia rosa bluwrote:
![]() AGGIUNGO LA MIA SOLIDARIETA' ALLA GENTE D'ABBRUZZO
PER LA TRAGEDIA CHE L'HA COLPITA CERCHIAMO DI CONTRIBUIRE Aiutiamo vi prego, anche un piccolo gesto può fare tanto!!!
Per donazioni tramite bonifico bancario:
Conto Corrente intestato a: Mediafriends IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387 Causale: terremoto Abruzzo Dolce notte
Katia
Apr. 6
Spiritowrote:
Apr. 6
mery merywrote:
Apr. 5
Katia rosa bluwrote:
In alto le palme, in alto i cori di Osanna e in alto i cuori! Perché Gesù morirà e risorgerà non solo per chi lo ama ma anche per chi lo rinnega.
Profondo, imperscrutabile e incomparabile mistero d’amore. Santa DOMENICA delle PALME X TE E TUTTA LA TUA FAMIGLIA Katia
Apr. 4
Vito M.wrote:
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Apr. 3
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